Piceno d’Autore, la notte di Sergio Rizzo: “Sull’Europa gli italiani sono di un’ignoranza mostruosa”

Print Friendly, PDF & Email

MONTEPRANDONE – “Alcune cose si stanno verificando. E pensare che questo libro lo scrissi in venti giorni nel giugno dell’anno scorso”. Sergio Rizzo ci scherza su, ma fino ad un certo punto, perché ’02.02.2020’ è un’opera che poggia le basi su conseguenze reali di azioni per ora solo evocate.

“Se avessi scritto un saggio non lo avrebbe letto nessuno, invece col romanzo è diverso” afferma lo scrittore, secondo ospite di Piceno d’Autore a Monteprandone.

Il 2 febbraio 2020 non è altro che la data in cui l’Italia, nella mente dell’autore, ufficializza la sua uscita dall’euro. Giorno palindromo, che in quanto tale porta con sé suggestioni e timori: “Si vorrebbe rinunciare all’unica cosa che ha garantito settant’anni di pace. Se si esce dall’Europa, i giovani si scordino gli Erasmus e ci si dimentichi pure dei fondi europei da cui spesso attingiamo”.

Quella di Rizzo è una difesa totale dell’Europa, snobbata anche a causa di una ignoranza collettiva definita “mostruosa”. “Sono stato ospite in molte serate del Rotary e la cosa sbalorditiva erano le domande che ricevevo. Non avevano i minimi rudimenti su cosa fosse l’Europa. La maggioranza degli italiani non sa nulla sull’argomento. Dovremmo fare della Pubblicità Progresso su ciò che è l’Europa”.

Impossibile non commentare l’attualità politica di fronte ad una piazza dell’Aquila piena di curiosi: “Siamo un Paese strano. La Lega non ha perso un voto per la vicenda dei 49 milioni, fosse successo al Pd sarebbe crollato. Questo governo è frutto della vendetta dei cittadini nei confronti della politica tradizionale, col paradosso che hai ottenuto l’incontro di due mondi agli antipodi. Da una parte il partito più vecchio del Parlamento, dall’altra il blocco più nuovo”.

CONDIVIDI