Il Bizzarri celebra i suoi 25 anni con un’Antologia Doc. Giuseppe Piccioni: “Ci vuole passione”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – San Benedetto è città del documentario e gran parte del merito va al lavoro del Festival Libero Bizzarri. Un traguardo raggiunto dopo venticinque anni di iniziative raccolte dalla Fondazione nell’Antologia Doc.

“Vogliamo sia patrimonio per gli appassionati e per chi vuole tenere viva la tradizione di San Benedetto”, afferma Francesca Vagnoni. “La nostra storia nel campo del documentario non ha eguali in Italia e non siamo arroganti nel dirlo”.

Antologia Doc raccoglie i saggi pubblicati nei 25 cataloghi che hanno descritto le altrettante edizioni della manifestazione. “Un lavoro enorme che ha prodotto una quantità immensa di collegamenti operativi e produttivi”.

Non si contano i personaggi illustri ospitati dal 1994 ad oggi: da Carlo Lizzani, a Michelangelo Antonioni, passando per Gianni Minà, Folco Quilici, Italo Moscati, Ugo Gregoretti e Marco Bellocchio.

La legge regionale approvata lo scorso ottobre consentirà al Bizzarri di godere di finanziamenti certi. “La cultura richiede dei costi – spiega il consigliere regionale Fabio Urbinati – se una fondazione o un’associazione che deve programmare un evento non ha la certezza delle risorse, come fa? Servono certezze , ma è colpa della burocrazia e non degli enti pubblici. La cultura contrasta con la burocrazia, la legge nasce con questo intento”.

Al Bizzarri arrivano anche i complimenti del sindaco Piunti: “Il Festival ha venticinque anni e li dimostra tutti, non è una scortesia bensì un complimento. La visibilità di San Benedetto anche grazie al Festival è cresciuta in maniera esponenziale. Quando tutti remano dalla stessa parte i risultati arrivano”.

La presidente Maria Pia Silla ricambia la cortesia: “L’amministrazione ha sempre creduto in quello che facevamo, non è semplice capire il documentario, dal momento che ha un linguaggio apparentemente non suadente, che non ti colpisce subito”.

Tra i sostenitori del Libero Bizzarri c’è pure il regista Giuseppe Piccioni, portavoce per le Marche di Cna Cinema. “Ho incoraggiato queste iniziative meno di quanto avrei potuto. Ci sono eventi che non possono vivacchiare, ma devono crescere e svilupparsi. Occorre lo sforzo di tutti, la Regione ha dimostrato di avere un atteggiamento irrituale, lungimirante, che mi piace molto. Queste manifestazioni non possono essere imbrigliate, altrimenti muoiono. Ci vuole passione. Grazie a questa legge il Bizzarri diventerà un cantiere, un pensatoio, la cultura diventi vita”.


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