Dal red carpet di Venezia a Cupra. Piccioni racconta il film: “Viaggio senza vinti o vincitori”

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CUPRA MARITTIMA – Ieri sera si sono svolti al Cinema Margherita di Cupra Marittima due incontri con il regista Giuseppe Piccioni. E’ stato proiettato il suo film, Questi Giorni, che è stato scelto per la recente 73esima Mostra del Cinema di Venezia ed è uscito in sala il 15 Settembre. Le protagoniste sono quattro ragazze in età universitaria, Caterina (Marta Gastini), Liliana (Maria Roveran), Anna (Caterina Le Caselle), Angela (Laura Adriani), che partono per accompagnare la prima a Belgrado. Caterina, scorbutica e permalosa, vuole fare un’esperienza da cameriera nella città per vedere se riesce a mantenersi da sola. Il viaggio di pochi giorni pone a dura prova le poche certezze delle ragazze che si ritrovano alla sua fine cambiate e forse un po’ più mature.

Il regista ha messo in chiaro subito l’impostazione stilistica del film: “Ho pensato di fare un film che non rispettasse i precetti del manuale della sceneggiatura classica. Credo sia stato questo il motivo per cui è stato selezionato per la Mostra del Cinema di Venezia. Il viaggio non è un viaggio, perché molto breve. Non ci sono tante giravolte narrative ma percorsi interiori che si muovono tra spensieratezza e profondità, tra esistenza fisica (campeggio, bosco) e profonda (pensieri, reazioni). Non volevo che il film fosse un rispecchiamento dell’esistente.”

Piccioni ha usato tre movimenti per strutturare la storia sullo schermo: il rinvio del viaggio con la descrizione della quotidianità delle ragazze con il tono della commedia; il viaggio, nel quale ogni ragazza focalizza il problema che si è lasciata alle spalle con un andamento lento; e il dopo, che assume l’aspetto di un melò con pochi dialoghi. “Il cuore della storia non sta nella veridicità dell’esperienza ma nei concetti che nasconde nel suo doppiofondo. Volevo raccontare questo momento di passaggio senza essere nostalgico e generazionale.”, definisce così l’intento del film.

Il regista, a seguito di domande, è risalito alla prima stesura del progetto. La storia infatti si ispira al romanzo inedito di Marta Bertini, Color Betulla Giovane, che ha conosciuto ad un corso di sceneggiatura alla Libreria del Cinema. Lui le ha fornito uno “scheletro” di plot e lei lo ha sviluppato. Poi con gli sceneggiatori Pierpaolo Pirone e Chiara A. Ridolfi ha disfatto completamente il romanzo della Bertini, lasciando solo i nomi dei personaggi principali.

Piccioni ha illustrato le differenti situazioni delle protagoniste. Caterina è innamorata in modo morboso di Liliana ed è un personaggio alla ricerca della realizzazione personale su una strada non facile. Liliana ha scoperto di avere un tumore ed è partita senza dirlo alla madre. Anna è incinta di Filippo, suo ragazzo, e vorrebbe ancora godersi la sua spensieratezza. Angela è insoddisfatta della vita che conduce e della situazione col suo ragazzo di ceto sociale diverso.

Alla fine del viaggio non ci sono né vinti né vincitori. Angela, per esempio, capisce che l’amore è fatto di differenze sociali. Piccioni paragona Caterina allo scrittore povero di Illusioni Perdute di Honoré de Balzac, Daniel d’Arthez, che affronta le delusioni peggiori. Balzac però ci fa capire che nonostante abbia scelto la strada più difficile, decidendo di scrivere ciò che gli piace veramente, un giorno ce la farà. Liliana non si autocompatisce per la malattia e cerca di reagire, anche se non ha il coraggio di parlarne con la madre. Anna è incerta, ha un nuovo ruolo più grande di lei e alla fine compie la scelta di andarsene dal suo gruppo di amiche riconoscendo di non essere come loro.

“Le giovani attrici hanno infuso impegno e dedizione in un compito non facile, rendere naturali i loro personaggi.”, si è complimentato a proposito il regista. Il sentimento di perdita serpeggia per la pellicola con vari richiami al Paradiso Perduto di Milton. Quando ci si avventura in un viaggio, bisogna essere disposti a perdere qualcosa per guadagnare qualcos’altro. “Nelle scelte della vita la prima strada sembra la più giusta da percorrere ma è la più convenzionale. Quasi sempre la terza o la quarta sono le più indicate da imboccare.”, conclude Piccioni.
Caterina Di Girolami ha annunciato che il regista ascolano tornerà presto per un grande progetto. Si tratta della Scuola di Cinema già accennata nell’incontro di questa estate in Piazza Peretti. Il sindaco Piergallini ha confermato di aver individuato una cifra precisa da stanziare e un luogo predestinato per l’iniziativa, il Teatro dell’Arancio. La sua realizzazione effettiva dipenderà dagli impegni cinematografici di Piccioni.




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