Coronavirus, ambulanti in difficoltà: “Si potrebbero fare consegne a domicilio”

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Un esercito di 183 mila imprese: questo è il numero degli ambulanti al 30 giugno 2019 secondo i dati di Unioncamere.

“Cifre dietro le quali ci sono migliaia di famiglie che, in queste settimane, accusano problemi economici”, afferma l’Unione Artigiani Italiani. “Le disposizioni per il contenimento del contagio hanno portato alla chiusura di tutti gli eventi di aggregazione e tra loro anche i mercati e le fiere, linfa vitale per l’attività degli ambulanti, costretti a chiudere i loro banchi, vedersi deperire in diversi casi, come quelli alimentari, la merce. Molti hanno pagato anticipatamente le tasse di occupazione suolo pubblico, devono pagare le rate dei mezzi d’opera, le scadenze di fine mese con i fornitori ed hanno spese familiari che incombono”.

UAI chiede dunque al Governo risposte immediate anche per questa categoria.

“Per limitare gli spostamenti dei cittadini agli Ambulanti potrebbe essere affidato il compito di consegnare a domicilio”, propone Claudio Nobler, presidente della Unione Artigiani di Firenze. “Per tale compito presentano le caratteristiche giuste avendo la possibilità di muoversi e raggiungere anche tutti quei borghi o contrade non servite da negozi alimentari o supermercati e in qualche caso questo già avviene, ma con grandi difficoltà. Con i dovuti accorgimenti di sicurezza, se ci fosse stato un migliore coordinamento da parte delle Amministrazioni Regionali e Comunali, sotto la sorveglianza delle Polizie Locali, gli Ambulanti avrebbero potuto sicuramente rendere un grande servizio al Paese. Se è critica la situazione degli Ambulanti alimentaristi, figuriamoci la drammaticità della situazione dei non alimentaristi. Molti di loro, anche prima del Coronavirus, erano già in grande difficoltà per un insieme di fattori, tra cui la crescita del commercio online”.


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