VIDEO Coronavirus, dopo 72 giorni il primo contagiato di Grottammare è tornato a casa. Il lungo applauso di amici e familiari

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GROTTAMMARE – Il primo cotagiato di Grottammare torna a casa dopo 72 giorni. Marco, arrivato a casa, ha trovato ad attenderlo amici e familiari oltre al sindaco Enrico Piergallini e all’assessore Bruno Talamonti. “È un giorno speciale oggi – ha annunciato il sindaco – Marco è tornato a casa dopo 72 giorni”.

“Mentre attendevo l’arrivo dell’auto, insieme a Bruno e a tutti i familiari, non riuscivo a distogliere lo sguardo dai palloncini, dalle bottiglie preparate per brindare… i volti luminosi, il sole forte, i sorrisi, quell’aria di felice trepidazione che si prova pochi istanti prima di un evento atteso: due mesi fa era impossibile immaginare questa festa, sognare tutti questi colori. Ogni bella storia, pensavo, ha una giusta morale che la conclude e che possa servire da insegnamento per tutti noi. C’è allora la lezione di Patrizia e di tutti i familiari di Marco, dai quali possiamo imparare che proprio nei momenti in cui tutto pare sfilacciarsi, bisogna trovare la forza per rendere i legami della famiglia ancora più forti di prima, bisogna trovare il coraggio e l’energia per reggere la casa e tenerla salda durante la scossa. C’è la lezione degli amici, dei tanti amici che nei giorni più oscuri cercavano disperatamente informazioni per sapere se Marco avesse compiuto qualche piccolo progresso. Avrebbero potuto pensare solo a se stessi, chiusi nelle loro paure, rattrappiti dall’istinto di conservazione… invece hanno aperto il cuore per mettere da parte le proprie egoistiche preoccupazioni, per accantonare i loro problemi personali e donare parole di conforto che aiutassero la famiglia di Marco ad affrontare la salita. C’è poi la lezione di Bruno, che dopo aver percorso un lungo, doloroso calvario, un lutto da cui sembrava impossibile riemergere, non si è affacciato di nuovo al mondo con la rabbia e il rancore di chi è stato derubato della vita, ma ha trasformato l’oscurità in luce, la sofferenza in spirito di servizio e comprensione umana, insegnandoci che chi ha pianto può confortarsi aiutando gli altri ad asciugare le lacrime. C’è poi la lezione più grande, quella di Marco, che ha contratto la malattia sul fronte di questa emergenza, lavorando in una struttura sanitaria, servendo gli altri anche lui. Marco che ci fa commuovere, ringraziando chi lo ha curato, chi lo ha riabilitato, insegnandoci che bisogna aver fiducia nelle persone. Marco che ha resistito all’assalto come un leone, insegnandoci a non perdere la speranza. Marco che ha un pensiero anche per chi non ce l’ha fatta, insegnandoci ad aver rispetto per le tante storie che non hanno avuto un lieto fine. Il sole è alto. Si parla della stagione, delle motociclette, di quando riaprirà l’attività di famiglia. Discorsi semplici, di un tempo di pace, di quella normalità che si dava per scontata, di cui solo adesso conosciamo veramente il valore. Soltanto qualche giorno di riposo. Poi si riparte. Comincia un’altra storia”.


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