mercoledì 7 Dicembre 2022
Ultimo aggiornamento 21:28
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Ubriaco fradicio aggredisce nell’ordine barista, clienti e poliziotti. Caos al centro di Ascoli

Si tratta di un romeno per il quale èstata anche adottata la misura del Daspo Urbano da parte del Questore
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ASCOLI PICENO
Nella nottata di sabato scorso, in Via del Commercio di Ascoli Piceno, è stato segnalato alle Sale Operative delle Forze dell’Ordine l’aggressione al titolare di un esercizio commerciale bar da parte di un soggetto in stato di ubriachezza. Nella circostanza, un equipaggio della Polizia di Stato, immediatamente intervenuto sul posto, ha identificato un giovane che in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, creava gravi disordini all’interno del locale.

L’uomo , in particolare, dopo aver infastidito e minacciato gli avventori, aggrediva la titolare dell’esercizio commerciale e con l’utilizzo di una pesante bottiglia di vetro, danneggiava una vetrata della medesima attività per poi scagliarsi contro i componenti della Squadra Volante, i quali, con non poca difficoltà, riuscivano a contenerlo. Il soggetto veniva trovato inoltre in possesso di un coltello e di sostanza stupefacente, il tutto debitamente sottoposto a sequestro. Per il cittadino rumeno residente ad Ascoli Piceno, oltre alle conseguenze penali del suo comportamento, è scattato il “Daspo Urbano”. Il provvedimento è stato adottato il 15 novembre dal Questore di Ascoli Piceno, Vincenzo Massimo Modeo, nei confronti del predetto per la durata di un anno. Lo stesso non potrà accedere o stazionare nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici ubicati nel Comune di Ascoli Piceno, ovvero nella Zona commerciale e industriale, dalle ore 20:00 alle ore 05:00 di ogni giorno.

La violazione di tale divieto (D.A.C.Ur.), è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 8.000 a 20.000 euro.

Come noto, il “Daspo Urbano” (D.A.C.Ur.) è stato introdotto dall’art. 13-bis commi 1, 1-bis e 1-ter del D.L. 20 febbraio 2017 n. 14 conv. con mod. in L. 18 aprile 2017 n. 48, modificato dall’art. 11 del D. L. 21 ottobre 2020 n.130 conv. con mod. in L. 18 dicembre 2020 n.173, ed è una misura di prevenzione: “Nei confronti delle persone denunciate negli ultimi tre anni per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi o in locali di pubblico trattenimento ovvero nelle immediate vicinanze degli stessi, o per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio ovvero aggravati ai sensi dell’articolo 604-ter del codice penale, qualora dalla condotta possa derivare un pericolo per la sicurezza, il Questore può disporre il divieto di accesso a pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento specificamente individuati in ragione dei luoghi in cui sono stati commessi i predetti reati ovvero delle persone con le quali l’interessato si associa, specificamente indicati. “1-ter. In ogni caso, la misura disposta dal Questore, ai sensi dei commi 1 e 1-bis, ricomprende anche il divieto di stazionamento nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi e dei locali di pubblico trattenimento ai quali è vietato l’accesso.”.

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