Stop alla musica, i titolari del locale: “Qui il volume è basso e a mezzanotte si chiude tutto. Il problema è il modo in cui si calcolano i decibel”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono scoraggiati i gestori di “Salumi e Baci”, il locale dell’area portuale colpito dall’ordinanza che impone loro di spegnere ogni dispositivo sonoro alle 22 (CLICCA QUI). Scoraggiati anche perché affermano di aver scelto, da tempo, come filosofia di gestione proprio quella di evitare problemi e di non tirare fino a tardi. «Qui a mezzanotte finisce tutto – spiega Franco Capparucci, uno dei soci titolari del locale -. D’estate può capitare che si tiri fino a mezzanotte e mezzo e parliamo di musica suonata a livelli molto più bassi rispetto agli standard di altre zone della città. Tenete presente che qui facciamo ristorazione, nel weekend c’è musica di sottofondo e soltanto per due volte alla settimana la serata con le casse accese che vengono spente a mezzanotte e che comunque operano a livelli non alti».

Ma allora dov’è il problema? Nel fatto che il rumore rilevato dal fonometro viene calcolato in maniera relativa all’area circostante. Si tratta del differenziale acustico, vale a dire la differenza tra il livello di rumore ambientale (cioè quello presente quando è in funzione la sorgente di rumore che causa il disturbo) e il livello di rumore residuo (cioè il rumore di fondo come il passaggio di auto e scooter e dei vari rumori prodotti dalle persone a passeggio). Un differenziale che di giorno non deve superare i 5 decibel e di notte non può andare oltre i tre. E la questione è tutta qui. «Siamo in una zona dove i rumori circostanti sono notevolmente più bassi rispetto a quelli del centro – spiega Capparucci – di conseguenza anche con la musica a livello non elevato ci si trova a sforare. Ma così si penalizzano i locali semplicemente perché sono aperti in una strada piuttosto che in un’altra».

Così, nelle ultime ore, è arrivato il provvedimento con sanzione, obbligo di spegnere la musica alle dieci di sera e l’avviso che l’inottemperanza di quel divieto potrebbe costare dai 2000 ai 20mila euro di multa. Una briscola. «E’ una situazione paradossale – continua – considerato il fatto che in centro ci sono locali che creano problemi ad intere strade da anni e per i quali non viene posta la stessa attenzione riservata a noi. L’adeguamento acustico? Si tratta di un investimento non indifferente e tutto da valutare. Se facciamo quelle due serate in musica lo facciamo non per arricchirci ma per andare avanti e consentire ai nostri collaboratori e dipendenti di continuare a lavorare. Non è un buon momento per questo genere di investimenti».

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