Sisma, gli architetti scrivono a Farabollini: “Ricostruzione? Si rischia la paralisi”

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ASCOLI PICENO – A quasi tre anni dalla prima scossa del 24 agosto 2016, l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Ascoli Piceno interviene, sul tema della ricostruzione, denunciando alcuni aspetti che stanno alla base di una situazione “che rischia di rimanere bloccata”.

“Fino ad oggi – spiegano – il nostro atteggiamento è sempre stato quello della massima collaborazione; naturalmente continuerà ad esserlo, ma non sarebbe onesto ignorare e non aiutare a rimuovere gli ostacoli, di carattere normativo e burocratico che ci sono in questo percorso di ricostruzione. Già in varie occasioni di incontri pubblici e convegni abbiamo espresso le nostre perplessità. Ora proviamo a farlo, cercando di limitare al massimo i tecnicismi, mettendo in evidenza i contenuti della lettera ufficiale, con richiesta di chiarimenti, che l’Ordine Nazionale degli Architetti PPC ha inviato il 28 giugno 2019 al Commissario per la ricostruzione Piero Farabollini”.

Nella lettera si elencano, punto per punto, le cause che portano ad una situazione, se non di paralisi, di ben grave ritardo. “Il primo dei rilievi riguarda il cosiddetto “Tavolo Tecnico Sisma” – spiegano – con la partecipazione dei professionisti locali, a cui avevamo aderito indicando anche un nostro rappresentante, ma non è mai stato ufficialmente istituito. Il ruolo del progettista è centrale nel percorso di ricostruzione, in quanto è i referente unico e costante a partire dall’incarico iniziale, da parte del privato, fino al termine dei lavori eseguiti dall’impresa edile. Il progettista rileva, anche con costose analisi di laboratorio, le esigenze del fabbricato lesionato, presenta e certifica il progetto alle autorità competenti, interagisce con gli enti locali per chiarimenti e modifiche. Tutto questo senza percepire alcun compenso, che arriverà – forse – in fase più avanzata, investendo energie professionali ed economiche in un rapporto con “lo stato” che non ritiene opportuno coinvolgerlo nelle soluzione delle problematiche che solo chi sta sul campo è in grado di saper valutare”.

Un altro aspetto contraddittorio evidenziato nella lettera a Farabollini, riguarda l’agevolazione per interventi mirati al risparmio energetico mentre sono esclusi quelli di “miglioramento e adeguamento sismico”. “Siamo arrivati all’estate 2019 – chiosano – non ci sembra che ci siano segnali positivi nel percorso delle ricostruzione; soprattutto non vediamo una strategia chiara di programmazione e possibilità di intervento”.


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