Sicurezza sul lavoro, troppi infortuni. Dall’inizio dell’anno oltre 1400 casi nel Piceno

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Morti bianche provocate da cadute dall’alto: c’è bisogno di un regolamento attuativo per evitare altri stragi sul posto di lavoro. Proprio come è successo il 5 settembre scorso a Ripatransone, un volo di circa otto metri non ha lasciato scampo ad un operaio di 54 anni di Castignano caduto mentre eseguiva un intervento al tetto dello stabile che si trova lungo la Valtesino.

E’ il monito lanciato dalla Dipartimento della Cgil e Cisl Uil di Ascoli: “Ricordiamo che è stata aggiornata il 31 luglio la legge regionale n.30 del 2014 sulle cadute dall’alto. Ora attendiamo l’emanazione del regolamento attuativo che è uno strumento importante per i lavoratori anche alla luce delle ristrutturazioni edilizie sul terremoto che presentano inventivi per il rifacimento di tetti e coperture”.

Il fatale incidente avvenuto nel territorio di Ripatransone fa salire a due gli infortuni mortali avvenuti dall’inizio dell’anno nel Piceno. Un numero in linea con quanto registrato da gennaio a luglio dello scorso anno secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Aumentano del 2 per cento, invece, gli infortuni registrati nella provincia di Ascoli, passando dai 1390 registrati da gennaio a luglio dello scorso anno ai 1424 dello stesso periodo di quest’anno. Sempre secondo gli ultimi dati dall’Inail sono in netto aumento le malattie professionali, più 29 per cento nel giro di un anno, passando da 456 a 589 casi denunciati. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo con quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, in linea generale le prime tre malattie professionali denunciate nel periodo preso in considerazione. Seguono le denunce di patologie del sistema respiratorio.

“Resta alto il numero degli infortuni e delle malattie professionali, e la tutela dei lavoratori è un aspetto sociale centrale da affrontare per il sindacato. Sono passati 10 anni dall’emanazione del Decreto legislativo n.81 del 2008, la norma deve essere aggiornata alle nuove realtà produttive ma anche completata nei pezzi mancanti come: uno sviluppo del sistema paritetico sia con i rappresentanti dei lavoratori territoriali nelle realtà produttive a oggi escluse, sia con gli organismi territoriali oltre ad un registro tumori professionali – segnalano dal Dipartimento delle sigle sindacati -. Sarà opportuno anche rivedere il sistema tariffario favorendo norme premiali per le imprese virtuose abbattendo così il costo del lavoro e favorendo in questo modo il contrasto ai fenomeni di elusione ed evasione contributiva. Inoltre c’è tutta la questione dei controlli delle aree del terremoto, dove operano aziende in appalto, subappalto e foranee, con cantieri stimati in circa 50mila unità”.