Rigopiano, la proprietà del resort chiede un risarcimento di 4 milioni e mezzo di euro

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PESCARA – Depositate questa mattina, davanti al gup del tribunale di Pescara, nell’ambito del procedimento madre sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola, una nuova richiesta di costituzione di parte civile e le richieste di citazione in giudizio, in qualità di responsabili civili, di Presidenza del Consiglio, ministero dell’Interno, ministero dell’Economia, Regione Abruzzo, Provincia di Pescara, Comune di Farindola e società Gran Sasso Resort.

In attesa della decisione sulla riunione del procedimento bis, per depistaggio e frode processuale, il procedimento madre viaggia in parallelo.

Nel corso dell’udienza di questa mattina ha presentato richiesta di costituzione di parte civile, tramite l’avvocato Wolfgang Burchia, la società A-Real Estate, proprietaria del resort travolto della valanga, poi affidato in leasing alla Gran Sasso Resort. La A-Real Estate si è costituita contro tutti gli imputati, chiedendo un maxi risarcimento di 4,5 milioni di euro, con una provvisionale di 2,5 milioni.

Sempre nel corso dell’udienza di oggi l’avvocato Romolo Reboa, che assiste i familiari di diverse vittime e del superstite Matrone, ha depositato un’istanza per chiedere il sequestro preventivo dei beni a carico dei 24 imputati, ai quali si aggiunge la società Gran Sasso Resort Spa. Il giudice Gianluca Sarandrea ha aggiornato l’udienza al 13 dicembre, per consentire alle difese di esaminare i contenuti delle richieste.


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