lunedì 4 Luglio 2022 – Aggiornato alle 12:08

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

Realizza un deposito di rifiuti di letame bovino, le piogge ne portano una parte al torrente. Denunciato

Alcune segnalazioni erano arrivate ai Carabinieri Forestali da parte di privati cittadini

I Militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Comunanza e di Amandola nell’ambito della campagna di controlli ambientali sull’inquinamento dei corpi idrici e sul dissesto idrogeologico hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Ascoli Piceno il titolare di un’azienda zootecnica sita in agro di Venarotta. L’imprenditore è stato segnalato per aver realizzato un deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi sul suolo, costituito da letame bovino (classificato con codice C.E.R. 02.01.06), e contestuale smaltimento illecito dello stesso per il dilavamento causato dagli eventi meteorici verificatisi in quest’ultimo periodo.

Alcune segnalazioni erano arrivate ai Carabinieri Forestali da parte di privati cittadini che denunciavano l’imbrattamento della S.P. 93 con enormi quantitativi di letame. I segnalanti affermavano inoltre che le piogge dei giorni precedenti avevano portato a valle il letame, fino al sottostante corso d’acqua denominato Torrente Chiaro, con pericolo di inquinamento delle acque. I Militari intervenuti presso l’azienda in questione hanno riscontrato una situazione di irregolarità legata all’allevamento di un numero eccessivo di capi di bovini in relazione ai terreni a disposizione e anche il sottodimensionamento della concimaia rispetto ai capi di bestiame allevati.

Nel terreno sottostante l’allevamento zootecnico, i Carabinieri Forestali hanno rinvenuto un quantitativo di letame palabile scaricato sul terreno su una superficie di circa 2.500 metri quadrati. Una parte del materiale è stato recuperato dal personale della ditta zootecnica nei pressi della strada provinciale per Venarotta mettendo in sicurezza la viabilità e le acque del sottostante Torrente Chiaro. Il responsabile, denunciato per violazione dell’articolo 256 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata) comma 1 lettera “a” e comma 2 del Decreto Legislativo 152/2006, rischia la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro trattandosi di rifiuti non pericolosi.

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