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Quando Orsini parlava della movida sambenedettese e diceva: “Piunti perderà la sua battaglia”

Una presa di posizione da residente espressa nel giugno 2020, quando l’Italia si apprestava a riaprire dopo i lunghi giorni di lockdown
Pubblicato il 24 Marzo 2022

Al centro della scena per le sue discusse posizioni sul conflitto russo-ucraino, Alessandro Orsini è in queste ore sulla bocca di tutti per l’accordo da 2 mila euro siglato per ciascuna partecipazione a Cartabianca e in seguito cancellato per via delle polemiche scoppiate.

Ma il professore di sociologia del terrorismo, in passato, ha avuto anche modo di dire la sua sulla questione della movida sambenedettese. Una presa di posizione da residente espressa nel giugno 2020, quando l’Italia si apprestava a riaprire dopo i lunghi giorni di lockdown.

“Molti di voi non hanno la più pallida idea di che cosa sia la movida molesta del sabato notte – affermava – non sto parlando dei ventenni che parlano ad alta voce sotto il tuo palazzo mentre bevono il caffè. Sto parlando di grida disumane da mezzanotte fino alle tre del mattino; sto parlando che queste grida disumane sono per lo più bestemmie violentissime contro Dio urlate talmente forte da coprire un raggio chilometrico; sto parlando di ragazzi in coma etilico; sto parlando di macchine danneggiate; sto parlando di resistenza a pubblico ufficiale e risse con coltelli. San Benedetto del Tronto è una delle città con la movida giovanile più molesta d’Italia. Da bravo sociologo, l’ho osservata, studiata, analizzata, e vi dico che non esiste alcuna possibilità di risolvere il problema”.

Quindi si rivolgeva al sindaco dell’epoca: “Pasqualino Piunti, al quale esprimo la mia totale solidarietà, annuncia una battaglia che perderà, per due ragioni. La prima è che i diciassettenni di oggi saranno i diciottenni cretini di domani. Il problema della movida si ripresenta ogni anno con l’arrivo dei nuovi maggiorenni autorizzati a bere. Se risolvi il problema nel 2020, ti si ripresenta uguale nel 2021. La seconda ragione è che i giovani cretini sono troppi, oltre a clonarsi ogni 12 mesi. Poliziotti e carabinieri, cui va la mia totale solidarietà, sono troppo pochi rispetto ai diciottenni bestemmianti e i luoghi della movida sono decine. Mi chiedete: e allora che cosa possiamo fare? Siamo condannati a subire prepotenza e danneggiamenti? La risposta è negli studi storici. Quando lo Stato non riesce a garantire la sicurezza, gli uomini si auto-organizzano”.

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