Pubblico da tutta la provincia per assistere al convegno della criminologa Bruzzone

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GROTTAMMARE – Grande partecipazione per il convegno ‘Violenza in famiglia: anello scatenante e ripercussioni sui minori’ organizzato da LZ Investigazioni per i suoi vent’anni di attività. Giornalisti e pubblico provenienti da tutta la provincia hanno gremito il ‘Parco dei Principi’ di Grottammare per ascoltare la dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa investigativa. Tra i relatori anche Lucia Zilli, titolare LZ Investigazioni e presidente dell’associazione ‘Angeli della Notte’, e Roberto Mirabile, presidente dell’associazione nazionale contro la pedofilia e la violenza sulle donne ‘La Caramella Buona’.
A fare gli onori di casa il consigliere Alessandra Biocca, mentre la giornalista Anna Stefania Mezzina ha ricopero il ruolo di moderatrice. Tra il pubblico presente l’assessore alle politiche sociali del comune di San Benedetto del Tronto Emanuela Carboni, l’assessore e padrone di casa Filippo Olivieri e il consigliere comunale Brunilde Crescenzi.

Roberta Bruzzone risponde alle molte domande del pubblico, e preme molto sul fatto di cancellare lo stereotipo che vede l’uomo superiore alla donna, stereotipo che ancora molte donne fanno sì che esista: “Le problematiche sono le stesse di quando vent’anni fa ho iniziato a lavorare. Negli ultimi quindici anni i delitti volontari sono circa 500 a 600 all’anno, e i delitti che riguardano la famiglia sono i più numerosi, circa 350 donne all’anno cadono per mano di familiari, ed è stato da poco approvato in parlamento l’abolizione del rito abbreviato su questi tipi di delitti. Colpiscono uomini di ogni fascia di età, ceto sociale, non è un problema geografico, culturale, sociale od economico. Ad oggi non abbiamo un osservatorio nazionale che ci dia dati esatti su quanti casi esattamente accadono. Ancora oggi viviamo in una società dove la condizione maschile è migliore di quella femminile. Il reato sessuale è sempre la ricerca di mostrare la superiorità, l’uomo non abusa per provare piacere fisico, ma il vero piacere è quello di sottomer la donna e dimostrare la sua superiorità sul genere femminile. Tutte noi donne abbiamo affrontato aspetti discriminanti, provano a farci credere che contassimo meno degli uomini.mNon sono le donne appariscenti ma quelle più fragili colpite dalla violenza. Per qunato riguarda i bambini è fonamentale la fascia 0-5 anni, è quella l’età in cui si formano. Non dobbimo dire alle bambine questo è un gioco da maschio, dobbiamo fargli capire che tutti siamo uguali e insegnare soprattutto alle figlie femmine questi concetti, oltre ad insegnare ai figli maschi il rispetto”.

Mirabile spiega invece ciò che fa la sua associazione ‘La Caramella Buona’: “È una realtà particolare, da ventidue anni trattiamo il reato peggiore, la cosa più brutta che un adulto può compiere su un bambino. Facciamo proposte di legge, negli ultimi quindici giorni siamo andati in tv sul tema spinoso della castrazione chimica, che non ha alcun valore scientifico e nessuna validità, perché l’arma terribile e potente del molestatore non è in mezzo alle gambe, ma nella testa e possiamo dimostrare che il soggetto trattato con castrazione chimica nel tempo è tornato ad abusare. Siamo specializzati nel diritto penale, dico con orgoglio che siamo gli unici a far condannare per un totale di centottan’anni, più un ergastolo (bambina abusata e buttata dal terrazzo); siamo riusciti a far arrestare, processare e condannare molti pedofili, e l’unica prevenzione per salvaguardare bambini e donne quelli di non far uscire più di galera queste persone. In Parlamento spingiamo per tutelare i nostri bambini, su rete 4 abbiamo parlato di una proposta di legge che potrebbe dare un aiuto maggiore alle forze di polizia, ossia monitoraggio e tracciabilità del sex offender, perché ci sono soggetti che dopo 4-6 anni escono dal carcere, e tornano a fare ciò che facevano prima. La nostra proposta è che quando un pedofilo esce dal carcere abbia obblighi ben precisi: segnalare spostamenti, cambi di residenza, luoghi dove portano i curriculum e dove vanno a lavorare. Sembra banale, ma non è affatto così, perché ad oggi i soggetti che escono dal carcere vengono scoperti a frequentare piscine, oratori, portano cucciculum dove il lavoro permette il contatto con i bambini, mentre queste persone non devono assolutamente inserirsi in ambienti dove ci sono minori. Siamo specializzati anche in diritto canonico, perché devono essere fermati indipendentemente dall’abito che si indossa. Abbiamo quattro case di accoglienza tra Emilia e Lazio dove accogliamo donne e bambini gratuitamente in casi particolari. Il ruolo dei media è fondamentale in questi casi drammatici. Il fenomeno di abusi e pedofilia si sta smarcando negli ultimissimi tempi, ma c’è sempre una forma di velata ipocrisia e omertà da parte di istituzioni e stampa. Ad oggi non se ne parla ancora correttamente, i giornalisti hanno il compito di corretta informazione e verità. Sono tenuti a dei segreti e mi dà fastidio quando un soggetto pedofilo e stupratore viene condannato, e non viene fatto il nome. Se dobbiamo utilizzare programmi come Le iene o Striscia la notizia per far sì che la giustizia si muova, lo facciamo volentieri”.