Prima la gelosia poi le botte davanti alla scuola del figlio. La storia di Marzia

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ASCOLI PICENO – Dieci anni insieme, sette di matrimonio e un figlio arrivato a coronare questa storia di amore. Ma poi arriva la violenza. Saranno infatti le mani del marito a provocare a Marzia, una donna di 44 anni all’epoca residente in una località dell’entroterra Piceno, del lividi sul corpo e soprattutto nell’animo. Una crudeltà alla quale la donna ha saputo dire basta trovando la forza in suo figlio, come lei stessa afferma: “Non potevo rischiare che un giorno mio figlio, vivendo tutto questo, sarebbe potuto diventare come il padre. Deve conoscere cos’è il rispetto”.

Per questo si è rivolta al centro antiviolenza “Donna con te”, che opera nel territorio Piceno, e grazie al quale ha ripreso in mano la sua via. Marzia ha conosciuto il suo ex marito all’università, era sempre molto gentile e premuroso nei suoi riguardi. Si sono sposati nel 2008, quando lei aveva scoperto di essere incinta. “La nostra relazione è poi iniziata ad essere conflittuale, più io pretendevo di essere libera e più lui cercava di ingabbiarmi – racconta la donna-. Nonostante cercasse di minare la mia autostima, le mie convinzioni, sono riuscita a rimanere me stessa. Ma ero limitata, invano tentavo di convincerlo che potevo essere migliore di come lui mi vedeva”.

La violenza all’inizio era esclusivamente psicologica e spesso scaturiva da un malato sentimento di gelosia dell’uomo. Marzia non poteva tornare tardi da lavoro, avere colleghi maschi e doveva scegliere i suoi vestiti con cura per evitare che suo marito l’accusasse di vestirsi da prostituta. Come una volta mentre sceglievano la culla per il bambino e Marzia chiedeva delle informazioni sulle misure al commesso, il marito si è infuriato accusandola di avere una relazione con quell’uomo, persino che lui fosse il padre del bambino. Di fronte a episodi di questo genere Marzia sentiva la responsabilità di aiutarlo a cambiare e che lei stessa doveva migliorare ed essere più tollerante e comprensiva. Fino a quando lui ha iniziato ad alzare le mani e Marzia ha deciso di chiedere la separazione.

“Dopo la nostra divisione mi sono rivolta al un centro antiviolenza. Avevo anche scoperto che lui aveva un’altra donna, ecco perché aveva accettato così facilmente di separarci – dice-. Ma ogni volta che gli davo la possibilità di riavvicinarsi per stare con suo figlio, ne approfittava per tornare alle solite”. Inizialmente non è riuscita a denunciare, non voleva fare “la parte della cattiva”, non cercava vendetta ma solo tranquillità e non essere più umiliata. E invece non era così.

“Ne ho avuto la prova quando mi ha aggredita davanti all’asilo di nostro figlio perché stavo parlando con un educatore – dice Marzia – qualcuno ha chiamato la polizia e da lì è avvenuta la mia liberazione e l’ho denunciato. E’ come se il fatto che altri avessero visto che tipo di uomo era, anche io avevo il diritto di urlarlo al mondo”. Marzia si è trasferita in una località al mare, con il figlio, grazie ad una promozione lavorativa. Nonostante le denunce e il divieto di avvicinamento, lui continuerebbe ancora a diffamarla tra amici e parenti, a tentare di mettersi in contatto con lei. Il processo inizierà nel 2019.

Madri taliane, sui quarant’anni, diplomate e con un lavoro. E’ questo l’identikit tipo della donna che subisce violenza, spesso per mano del proprio partner, e che ha chiesto aiuto al centro di antiviolenza “Donna con te” presente nel territorio Piceno. In particolare nel corso del 2017 sono state 48 le donne prese in carico dal centro, con le sedi dislocate pressi i Consultori familiari di San Benedetto, Spinetoli ed Ascoli dove è presente anche nella Casa Albergo Ferrucci. Inoltre i personale del centro ricevere, su appuntamento, presso i locali dell’Ambito sociale territoriale XXIV, nel Comune di Comunanza.

“Spesso ci contattano donne che non subito ci fanno una richiesta espressa, probabilmente in un primo momento non gli è nemmeno chiaro il perché compongono il nostro numero verde 800021314.- commenta Laura Gaspari coordinatrice del centro “Donne con te”- Ci raccontato la loro storia, chiedendoci di aiutarle a capire come siano diventate vittime di violenza”.

Il centro offre aiuto a tutte quelle donne vittime di violenza, maltrattate proprio a causa di una disparità di potere legata al sesso, in totale rispetto della privacy. I servizi attivati, solo su richiesta della donna, sono molteplici quali: consulenza telefonica dove viene accolta la prima richiesta di aiuto; consulenza informativa e orientativa per aiutare la donna ad affrontare con consapevolezza i vari passaggi del percorso di uscita dalla violenza; il supporto psicologico e la consulenza legale dove vengo illustrate le potenziali azioni da intraprendere. Oltre all’accompagnamento presso i servizi del territorio.

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