martedì 5 Luglio 2022 – Aggiornato alle 06:32

ANNUNCIO PUBBLICITARIO

Cronaca

Per bruciare residui vegetali dà fuoco a tre ettari di bosco. Denunciato

E' stato individuato dai carabinieri forestali Castignano che hanno avviato le indagini subito dopo il rogo
ROCCAFLUVIONE

I Militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Castignano (AP) e Acquasanta Terme (AP) sono intervenuti per gli accertamenti di rito su un incendio boschivo che si è sviluppato in località Scalelle del Comune di Roccafluvione (AP);il rogo ha visti impegnati per le operazioni di spegnimento squadre di Vigili del Fuoco con mezzi antincendio di terra e un mezzo aereo ad ala fissa (Canadair).

I Carabinieri Forestali, giunti tempestivamente sul posto, hanno ispezionato il perimetro dell’incendio ancora in atto e con le fiamme attive e grazie all’applicazione della procedura operativa di tecnica investigativa definita “Metodo delle Evidenze Fisiche” (M.E.F.) sono riusciti ad individuare il punto d’innesco del rogo e conseguentemente risalire al presunto responsabile dell’incendio, che è stato individuato in un tartuficoltore della zona, intento nei lavori di ripulitura della propria tartufaia.

Il Metodo delle Evidenze Fisiche è una metodologia d’indagine tecnico-scientifica che studia le “tracce” ed i “segni” lasciati dal passaggio del fuoco sulle piante e sul terreno percorso dall’incendio. Tali informazioni permettono di ricostruire l’evoluzione e il percorso di un incendio forestale e determinarne conseguentemente il punto d’origine, così da poterne classificare la causa e ricostruire l’evoluzione spazio-temporale. I Carabinieri Forestali hanno in organico personale qualificato come “repertatore di incendio boschivo” al quale spetta il compito di applicare sul luogo dell’incendio la procedura di polizia scientifica ambientale del M.E.F. e redigere i connessi specifici atti di polizia giudiziaria.

Da questi Carabinieri Forestali specialisti di cause di incendi boschivi è stato accertato che l’evento ha avuto origine dall’abbruciamento di alcuni cumuli di residui vegetali provenienti dalla ripulitura della tartufaia e si successivamente propagato alla zona boscata confinante, interessando una superficie di circa 3 ettari, senza fortunatamente causare danni gravi e permanenti alle piante arboree. Il presunto autore dell’episodio è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno) per il reato di incendio boschivo cagionato per colpa, punito dall’articolo .423/bis del Codice Penale, che in caso di condanna prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni.

I Carabinieri Forestali ricordano alla popolazione e in particolare agli agricoltori che è fondamentale in periodi caratterizzati da lunga siccità e da particolari condizioni meteorologiche favorevoli al propagarsi delle fiamme (vento e temperature miti) evitare di bruciare residui vegetali o incolti, situazioni le quali potrebbero sfuggire al controllo, trasformandosi in pericolosi incendi boschivi con danni all’ambiente naturale e pesanti conseguenze penali per i responsabili

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