Omofobia? Parlano i titolari del bar: “Realtà distorta”. Intanto la pagina Facebook viene subissata di insulti

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ASCOLI PICENO – C’è uno che scrive che “il locale puzza”, un altro che si rivolge direttamente al barista: “Strunz”, un’altra lo chiama “nazista”, e c’è persino una donna che bestemmia contro il bar. Per non parlare del romano che lo definisce: “pericoloso per i bambini”. E’ la pioggia di insulti che sono piovuti, nel giro di poche ore, sulla pagina del Bar delle Caldaie di Ascoli dopo le dichiarazioni rilasciate da un uomo che ha denunciato il fatto di essere stato preso a male parole e quasi aggredito a causa del suo orientamento sessuale. Una vicenda partita da Fanpage e rimbalzata su un gran numero di media alla quale i titolari ora ribattono parlando di “realtà distorta”.

Affermano di non essere stati messi in condizione di dare la propria versione dei fatti e si rivolgono a tutti gli internauti che in queste ore stanno riversando insulti e commenti negativi nei confronti del bar e del titolare: “Invitiamo tutti loro a riflettere prima di esporsi a qualsiasi tipo di giudizio – spiegano – perché i loro insulti,le loro cattiverie, le loro parole indicibili e irripetibili feriscono. Feriscono delle persone, persone reali, feriscono le nostre famiglie e i nostri figli, feriscono noi lavoratori, che da trent’anni a questa parte svolgiamo questo mestiere con amore e rispetto,senza pregiudizi, avversioni e discriminazioni alcune. La realtà dei fatti è stata distorta ed alterata”.

Dal bar sottolineano inoltre (pubblicando gli screenshot dei messaggi) come diversi mesi fa lo stesso uomo che afferma di essere stato vittima di quel comportamento aveva contattato proprio il bar, attraverso un messaggio privato via Facebook, ringraziando il titolare, o comunque lo staff del locale, proprio per l’assenza di discriminazione. Insomma sarà il Tribunale a dover stabilire come siano effettivamente andate le cose quella sera.

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