domenica 3 Luglio 2022 – Aggiornato alle 20:36

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Cronaca

Omicidio Cianfrone, ergastolo per Spagnulo. Sedici anni per la moglie

Il Procuratore aveva ciesto il massimo della pena per entrambi per la donna è stata riconosciuta l'attenuante della minima partecipazione
MACERATA

La Corte d’Assise di Macerata ha condannato all’ergastolo Giuseppe Spagnulo e a 16 anni di carcere sua moglie Francesca Angiulli. I coniugi di origini pugliesi erano accusati in concorso di omicidio premeditato e porto abusivo di arma in relazione all’assassinio di Antonio Cianfrone, ex vice comandante della caserma dei carabinieri di Monsampolo, avvenuto il 3 giugno 2020 a Spinetoli.

Il procuratore di Ascoli Umberto Monti aveva chiesto l’ergastolo per entrambi ma la Corte ha riconosciuto alla donna l’attenuante della minima partecipazione. Marito e moglie, difesi dagli avv. difensori Alessandro Angelozzi, Felice Franchi e Gianfranco Di Marcello, attendono ora di conoscere le motivazioni della sentenza di condanna.

Hanno sempre negato di aver ucciso Cianfrone: i killer arrivarono in moto e freddarono a colpi di pistola l’ex carabiniere lungo la pista ciclopedonale di San Pio X a Spinetoli, mentre faceva footing. Sul pronunciamento della Corte d’Assise hanno avuto un peso rilevante i risultati della perizia balistica. I due killer in moto, volto ovviamente coperto dal casco integrale, vennero ripresi da diverse telecamere lungo il percorso, comprese quelle di un bar di Spinetoli dove i coniugi Spagnulo furono chiaramente identificati e, con loro, anche gli abiti che indossavano; si trattò di una vera e propria esecuzione alla quale assistettero anche alcuni testimoni.

kokeshi

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