Oltre 100 decibel dai treni che passano in via Trento. “Segnali positivi da Rfi, ma il Comune resta in silenzio”

Paolo Virgili e Gianluigi Scaltritti
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua la lotta al rumore intrapresa dai residenti di via Trento, esasperati dal crescente frastuono provocato dal transito dei convogli ferroviari. La battaglia – che va avanti ormai da mesi – è portata avanti dal Comitato Barriere Antirumore, guidato dall’ex parlamentare Gianluigi Scaltritti e da Paolo Virgili, che nei giorni scorsi ha richiesto alla RFI – Rete Ferroviaria Italiana l’installazione di pannelli fonoassorbenti per contrastare rumori i quali, secondo le misurazioni effettuate, arrivano spesso ai 100 dB. La risposta data dalla ditta è, almeno apparentemente, positiva.

«Crediamo che l’installazione delle barriere sia un diritto da rispettare» – spiega Scaltritti – «L’Amministrazione ne è al corrente ma preferisce rimanere in silenzio, pur essendo suo dovere svolgere un ruolo da interlocutore con le Ferrovie dello Stato. Lo scorso dicembre, insieme a Paolo Virgili, ho raccolto oltre 100 firme tra i residenti della zona, constatando come il problema fosse condiviso e sofferto da molti altri cittadini. Di conseguenza, ho provveduto ad inviare le firme alla RFI, e contestualmente protocollato in Comune all’attenzione del Sindaco la comunicazione fatta alle Ferrovie. A fine gennaio la RFI ci ha comunicato di aver protocollato la nostra richiesta e che in ossequio alle norme vigenti è prevista la realizzazione di barriere antirumore di altezza variabile tra i 2 e i 7.5 metri, e che gli uffici competenti avranno modo di fornirci ulteriori dettagli».  

Il portavoce del Comitato continua sottolineando i tempi biblici di esecuzione dei lavori, e appellandosi alla buona volontà degli amministratori: «Le leggi ci sarebbero, e – secondo i piani stabiliti – i lavori di abbattimento dell’inquinamento acustico sarebbero dovuti terminare entro il 2015: non è stato fatto niente. Le diverse reazioni all’applicazione delle barriere antirumore, che si stanno manifestando nei Comuni interessati della costa Adriatica, non possono essere usate dalle Ferrovie come pretesto per eludere questo annoso problema, al quale bisogna al più presto trovare una soluzione. Non vogliamo imporre nulla, e auspichiamo che ci sia qualcuno volenteroso, anche se l’attività politica oggi langue, o è estremamente personalistica».

L’ex Onorevole fa riferimento alle polemiche sorte a Cupra Marittima, dove addirittura è stato creato un comitato per impedire l’installazione dei pannelli.

«La Rete Ferroviaria temporeggia e fa un discorso sottile: rivediamo il quadro legislativo, aspettiamo l’introduzione di nuovi materiali e tecnologie innovative» – concludono Scaltritti e Virgili – «La critica principale mossa dagli stessi residenti fa riferimento invece all’impatto estetico: discorso che a nostro avviso non riguarda via Trento, nella quale al contrario le barriere porterebbero probabilmente ad un aumento del valore delle abitazioni».