domenica 29 Maggio 2022 – Aggiornato alle 01:32

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Cronaca

Morti nell’Rsa di Offida, la difesa dell’infermiere: “E’ innocente e va assolto. Lesi i suoi diritti”

Gli avvocati Voltattorni e Pietropaolo: "Le accuse si reggono su analisi che non sono utilizzabili anche perché non è stata rispettata la catena della conservazione"
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OFFIDA

“Non c’è movente, non sono utilizzabili le analisi della medicina legale in quanto è stato leso il diritto alla difesa; diversi testimoni hanno ritrattato quanto detto in sede di indagini e, soprattutto, L’infermiere è innocente a prescindere da tutto ciò, non avendo mai fatto nulla che potesse ledere la salute degli anziani pazienti. Per cui va assolto”.

Lo hanno detto gli avvocati Tommaso Pietropaolo e Francesco Voltattorni nell’arringa difensiva di oggi davanti alla Corte d’Assise di Macerata nel processo in cui l’infermiere deve rispondere di otto omicidi e quattro tentati omicidi in relazione al caso delle morti sospette alla Rsa di Offida (Ascoli Piceno) dovute – secondo l’accusa – a indebita somministrazione di farmaci e sulle quali ha indagato il procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti che ha chiesto la condanna dell’imputato all’ergastolo.

“Si tratta di un processo indiziario e la giurisprudenza insegna che in questi casi serve che ci sia un movente, che qui nessuno ha individuato, anzi nemmeno accennato” ha affermato l’avvocato Pietropaolo. Il co-difensore Voltattorni ha invece concentrato l’attenzione sulle analisi della medicina legale durante le indagini “fatte senza che l’infermiere fosse avvisato come previsto dalla legge, ledendo quindi il sacrosanto diritto alla difesa dell’indagato. Analisi – ha concluso – inutilizzabili anche perché non è stata rispettata la catena della conservazione”.

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