martedì 6 Dicembre 2022
Ultimo aggiornamento 05:33
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Maxisequestro di droga. Nei magazzini della società nascondevano 86 chili di marijuana

Tre persone nei guai. Tutto è iniziato quando i finanzieri hanno notato operazioni anomale durante lo scarico della merce
osteria fiora

PORTO SANT’ELPIDIO
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, nel corso di un pattugliamento nella Zona Industriale di Porto Sant’Elpidio, notavano tre uomini intenti a ricevere della merce da parte di uno spedizioniere i quali, in maniera frettolosa e guardinga, provvedevano a concentrare diversi voluminosi plichi all’interno di alcuni locali adibiti ad ufficio; tali modalità insospettivano i militari della Guardia di Finanza che, pertanto, decidevano di operare un controllo sui pacchi scaricati, che emanavano un forte odore di sostanza stupefacente e risultavano infatti contenere marijuana.

I tre uomini, originari del Maceratese, di età compresa tra i 26 e i 28 anni, risultavano soci di una S.R.L. (con sede legale a Roma ed unità locale nel Fermano) dedita a commercio all’ingrosso di merce on-line. Informata l’Autorità Giudiziaria degli accadimenti, le operazioni venivano estese a un magazzino nella disponibilità dei 3 soci, all’interno del quale si rinveniva un ulteriore quantitativo di marijuana sprovvisto di qualsivoglia documentazione di acquisto o esami di laboratorio che ne attestassero la quantità di principio attivo.

L’attività esperita consentiva di sottoporre a sequestro 86,140 kg di marijuana, con denuncia a piede libero dei tre responsabili per violazione all’articolo 73 del D.P.R. 309/1990.

Le condotte illecite sono attualmente al vaglio della Procura della Repubblica di Fermo, tempestivamente informata circa le perquisizioni e il sequestro effettuato, successivamente convalidati; sulla base del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

Lo stupefacente sarà sottoposto, non appena disposto dall’Autorità Giudiziaria, alle previste analisi di laboratorio volte a confermarne il principio attivo.

L’operazione di servizio si inserisce in un più ampio dispositivo volto a prevenire e contrastare i traffici illeciti, tra cui quelli di sostanze stupefacenti, a dimostrazione del costante impegno del Corpo per la tutela della legalità e della salute pubblica impedendo l’immissione sul mercato, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, di un considerevole quantitativo di stupefacente, la cui vendita, oltre a danneggiare la salute dei consumatori, avrebbe altresì fruttato illeciti guadagni.

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