Le Frecce.. spuntate di Trenitalia verso il Sud

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Il biglietto per il Bologna-Lecce l’ho dovuto prenotare un mese prima e, vista l’affluenza per il periodo di Pasqua, sono stato costretto anche ad acquistare il ticket un giorno prima della partenza prevista. Il 16 anziché il 17 e la scaramanzia, vi assicuro, non c’entra nulla!

Quel giorno di un mese fa chiesi all’operatore perché Trenitalia non aumentasse il numero delle carrozze per questa festività vista la grande richiesta. ” Non conviene ci sono costi elevati di personale” fu la risposta che trenta giorni dopo ancora non comprendo.

Salgo sul treno con moglie e figlio e nella carrozza numero 2 dell’Intercity 603 di prima classe è l’inferno! Non è quella moderna dell’open space fac-simile delle Frecce . E’ la carrozza dei vecchi Rapidi, con il corridoio stretto (senza neppure gli strapuntini) completamente bloccato dai bagagli dei passeggeri e buste di plastica colme di rifiuti.

Affrontiamo la gimkana e dopo dieci minuti eccoci nel nostro scompartimento. E’ al completo. C’è imbarazzo nel chiedere come mai i nostri tre posti siano occupati. Chi avrà commesso l’errore? Il dubbio è subito sciolto perché tre viaggiatori si alzano in quanto privi di posto assegnato. Trenitalia ha venduto biglietti di prima classe senza riservare il posto! Solo in piedi possono viaggiare. Una vergogna e una regola infranta quella della sicurezza che vieta ai passeggeri di sostare nella piazzola del vagone.

Ma nonostante il controllore sia vigile nel verificare i biglietti chiude gli occhi dinanzi a quello che vede. Del resto cosa dovrebbe fare? Multare i passeggeri che sono muniti di regolare tagliando? No! Dovrebbe denunciare al proprio sindacato la condotta scorretta dell’Ente di quel gran manager lagnone di Moretti che si vanta di aver risanato il comparto? Si!

Beh certo, se per attribuirsi i meriti l’AD ha licenziato il personale direi che sia un tagliatore di teste altro che manager! Per premiarlo l’enfant prodige di Firenze Matteo Renzi gli ha affidato la poltrona di Finmeccanica. Complimenti dal popolo dei pendolari e di chi per tornare una volta all’anno a casa, per le feste comandate, deve viaggiare sui carri bestiame.

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Vagoni costruiti negli anni ’70 con le porte a vetro che se non fai attenzione si chiudono all’improvviso e si sostituiscono alla ghigliottina. I piccoli cestini dei rifiuti sono quasi tutti rotti alcuni non hanno il coperchio altri il fondale.

Non ci sono le prese di corrente per la ricarica dei cellulari e tablet cosi come reclamizzano gli spot in tv.  I WC sono impraticabili dopo che il treno ha percorso meno della metà del viaggio. L’audio che annuncia la prossima fermata è talmente basso che devi avere la tua attenzione sempre al massimo per non correre il rischio di restare a bordo del treno. Siamo al Sud e qui i treni sono rimasti alla stazione sul binario unico come accadeva fino a qualche anno fa.

Nei giorni scorsi mi spiegavano alcuni amici di Vasto che la nuova stazione costruita con fior di milioni oggi è una cattedrale nel deserto. Nata come interpolo fra Molise e Abruzzo oggi registra un depotenziamento. Uffici amministrativi chiusi e bar riaperto solo di recente biglietteria aperta qualche giorno per poche ore.

Meglio i tickets service. Resiste l’ufficio della Polfer passato dai 14 agenti ai 4 che ogni giorno sono anche di scorta da e per la stazione di San Benedetto del Tronto. E qui al Sud aspettano le Frecce. Al momento ci sono solo quelle degli Indiani e sono molto avvelenate… Buon viaggio!

*Giornalista Mediaset