Le acque dell’autolavaggio finivano nelle fogne. Il titolare rischia fino a due anni di carcere

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COMUNANZA – Nei pressi dell’abitato di Comunanza i Carabinieri Forestali della Stazione di Comunanza hanno dato esecuzione ad un decreto del Tribunale di Ascoli Piceno, che ha disposto il sequestro di uno scarico di reflui all’interno di un impianto di autolavaggio che recapitano in pubblica fognatura. Da accertamenti effettuati dagli stessi Militari, che avevano quindi redatto dettagliata informativa di reato alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, era risultato che per lo scarico, che confluiva nella pubblica fognatura i reflui industriali provenienti dall’attività di lavaggio di autoveicoli, non era stata rilasciata autorizzazione alcuna dall’Ente competente che per questa materia è l’Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno.

Il Giudice per le indagini preliminari di Ascoli ha disposto il sequestro motivando che vi è fondato pericolo che la libera disponibilità dell’impianto di autolavaggio da parte dell’indagato, possa aggravare o protrarre le conseguenze della violazione contestata ovvero con seri rischi per l’ambiente.

Hanno quindi proceduto a denunciare a piede libero il proprietario nonché gestore dell’impianto, un uomo di 56 anni, contestandogli il reato configurato dall’articolo 137, comma n.1 del Codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo 152 del 2006). Per questo tipo di reato, specifico per gli scarichi industriali, è prevista la pena dell’arresto da due mesi a due anni ovvero dell’ammenda da 1500,00 a 10000,00 euro.

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