La sosta al bar, la fuga e i colpi alle spalle. Ecco la ricostruzione dell’assassinio di Antonio Cianfrone

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SPINETOLI – E’ una Yamaha MT-07 nera la moto sequestrata dai carabinieri due giorni dopo l’omicidio di Antonio Cianfrone e ritenuta essere il mezzo a bordo del quale i coniugi Spagnulo hanno raggiunto, mercoledì 3 giugno, la pista ciclabile che collega Monsampolo e Pagliare del Tronto. La Procura ha ricostruito gli eventi di quella mattina attraverso le immagini della videosorveglianza ma anche e soprattutto con le testimonianze di chi era nella zona in cui è avvenuto il delitto.

Moglie e marito, poco dopo le 8 di quella mattina (Cianfrone è stato ucciso intorno alle 8.45), erano in un bar che si trova nella zona di Villa San Pio X e sono stati inquadrati, senza caschi, da una delle telecamere di sorveglianza che si trova nella zona. Le telecamere hanno ripreso anche il loro abbigliamento che, stando al materiale in mano alla Procura, era estremamente simile a quello visto addosso alle persone che, dopo l’omicidio, si stavano allontanando in moto dal luogo del delitto e che sono stati ripresi da alcuni dispositivi che hanno però fornito immagini di basse qualità.

Cianfrone stava facendo jogging ed è stato colpito frontalmente da un primo proiettile esploso da una pistola che non è ancora stata trovata. Ha tentato istintivamente di scappare ma il killer lo ha inseguito ed ha esploso altri tre colpi che lo hanno raggiunto alle spalle. A sparare, secondo la Procura, è stato l’uomo mentre la donna attendeva a poca distanza vicino alla moto. Dopo il quarto sparo i due sarebbero montati in sella allontanandosi e transitando di fronte alla telecamera di videosorveglianza di una abitazione che riprende due persone in sella al veicolo estremamente rumoroso. La ricostruzione della Procura è corroborata anche dall’esame delle celle telefoniche che localizzerebbero i due coniugi fermati nell’area della pista ciclabile al momento dell’omicidio dell’ex vicecomandante dei carabinieri di Monsampolo.


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