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Grottammare, controlli dei vigili sulle telecamere degli chalet. Alcune non rispettano la normativa privacy

La protesta dei concessionari di spiaggia. Il sindaco: "Un'associazione ha presentato un esposto"

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Un esposto presentato da un’associazione al Comune di Grottammare sta mandando su tutte le furie i titolari di alcuni stabilimenti balneari. Gli agenti della polizia locale hanno infatti effettuato alcuni sopralluoghi tra gli chalet del lungomare riscontrando un posizionamento non corretto delle telecamere di videosorveglianza. Si tratta dei dispositivi di sicurezza che si trovano a ridosso dell’ingresso sul lato del marciapiede che, oltre a riprendere le pertinenze dello stabilimento balneare, sarebbero orientate anche in modo tale da filmare quello che accade sulla pubblica via . In questo modo nei filmati registrati dai dispositivi di videosorveglianza, rischiano di finire anche i volti delle persone che stanno facendo una passeggiata sul lungomare.

E questo, per legge, non si può fare. Così, recepito l’esposto, i vigili urbani hanno effettuato alcuni sopralluoghi verificando che, in alcuni casi, le telecamere erano effettivamente orientate in maniera non corrispondente a quanto previsto dalla normativa sulla privacy e, per il momento, i titolari delle attività in questione sono stati invitati a mettere tutto in regola nel minor tempo possibile. O meglio: i responsabili dei trattamenti dei dati e dei filmati catturati da quelle telecamere ha la responsabilità di rimettere tutto a norma di legge. In caso contrario ne risponderà personalmente. Una serie di richiami che hanno immancabilmente suscitato delle polemiche soprattutto in seguito alla serie di furti che, negli ultimi giorni, hanno interessato diversi stabilimenti balneari.

«Sembra davvero una presa in giro – spiegano alcuni dei concessionari interessati da questa vicenda – proprio in questi giorni in cui siamo massacrati dalla visite dei ladri che stanno operando indisturbati, vengono a dirci che siamo noi quelli a non essere in regola. A questo punto venissero i paladini della privacy a controllare, di notte, le nostre attività».

A cercare di smorzare i toni è stato il sindaco Enrico Piergallini: «Questi controlli sono la conseguenza di un esposto effettuato da un’associazione – spiega -. Nel documento il Comune veniva sollecitato ad effettuare quei controlli sulle telecamere ed è emerso che effettivamente l’orientamento di alcuni di quei dispositivi riprendevano porzioni di spazio pubblico e questo non si può fare. La legge parla chiaro, basti pensare che anche il Comune, per installare le trentacinque telecamere del circuito di videosorveglianza pubblica, ha dovuto produrre una serie di innumerevoli adempimenti burocratici proprio per essere a norma con la legge sulla privacy che, ad ogni modo, ha una sua precisa logica proprio finalizzata a tutelare la riservatezza del singolo cittadino ed è per questo che le regole, in merito, dono così ferree».

Di certo esposto e controlli sono arrivati nel momento peggiore per i titolari degli stabilimenti balneari che, proprio in questi giorni, si sono trovati a fare u conto con una serie di 6 furti messi a segno nell’arco di 48 ore.

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