Due notti fuori casa dopo l’omicidio e le intercettazioni delle telefonate al figlio. Ma gli Spagnulo insistono: “Siamo innocenti”

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SPINETOLI – “Siamo innocenti, con la morte di Cianfrone non c’entriamo niente”. Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli continuano a dichiararsi completamente estranei all’omicidio dell’ex vicecomandante dei carabinieri di Monsampolo. In attesa dell’udienza di convalida dell’arresto che si terrà nella giornata di domani, i colloqui tra i due fermati e il loro legale continuano a non portare da nessuna parte se non alla dichiarazione di innocenza della coppia di origini tarantine.

Eppure gli investigatori e la Procura coordinata dal dottor Umberto Monti, sono convinti del fatto che siano stati i due a sorprendere il militare sulla pista ciclabile e che sia stato Giuseppe Spagnulo ad esplodere i quattro colpi di arma da fuoco. Deduzioni legate ai riscontri sulle posizioni degli smartphone, al momento dell’omicidio, alle testimonianze raccolte e alle immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza tra le quali quelle del bar dove, intorno alle 8 e 10 della mattina del 3 giugno, i due avevano fatto colazione.

Le telecamere li avevano ripresi in volto e, a quanto trapela, gli investigatori sarebbero anche stati incuriositi da quello che sembrerebbe essere un atteggiamento ostentatorio dei due che quella mattina sembrava volessero fare di tutto per lasciare il segno del proprio passaggio in quel locale. Ma ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche che conterrebbero strani dialoghi con il figlio (al quale avrebbero chiesto delle schede telefoniche) e il fatto che la coppia avrebbe dormito fuori casa per due notti consecutive, tra il 3 e il 5 giugno, giorno in cui è avvenuto il sequestro della moto.


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