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Don Mario Lusek picchiato in strada, la polizia trova l’aggressore: “Non sapevo che fosse lui. E’ stato uno scatto di rabbia”

Ha confessato il gesto
Pubblicato il 25 Agosto 2020

PORTO SAN GIORGIO – La Polizia di Stato, a seguito dell’indagine immediatamente intrapresa all’indomani della violenta aggressione ai danni di Don Mario Lusek avvenuta il 21 agosto scorso lungo la strada che collega Fermo a Porto San Giorgio, ha identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria il responsabile dell’aggressione, un quarantenne della provincia di Fermo, già noto alle forze dell’ordine. Gli investigatori della Squadra Mobile, subito dopo il fatto, hanno proceduto ad acquisire ed analizzare numerose immagini dei sistemi di videosorveglianza dei comuni di Fermo e Porto San Giorgio nonché le immagini dei sistemi di videosorveglianza privati che hanno consentito di ricostruire la dinamica degli eventi.
Il sacerdote, storico cappellano degli atleti italiani alle Olimpiadi, era infatti rimasto coinvolto in un tamponamento con l’auto del suo aggressore che, in seguito all’incidente, lo ha picchiato. Gli operatori della Polizia Scientifica hanno provveduto, inoltre, ad effettuare i rilievi fotografici dell’autovettura della vittima al fine di documentare i danni riportati dal veicolo a seguito della leggera collisione anche per rilevare elementi da confrontare con l’autovettura del responsabile dell’aggressione. L’attività di indagine intrapresa veniva estesa anche alla ricerca di testimoni che erano transitati o che potevano trovarsi in quei luoghi durante i momenti dell’aggressione cosicché, raccolti determinanti ed inconfutabili elementi nei confronti di un soggetto, lo stesso veniva in brevissimo tempo rintracciato dagli operatori della Squadra Mobile presso la sua abitazione e denunciato per l’aggressione.
Nella giornata successiva alla redazione degli atti a suo carico l’indagato, incastrato dalle risultanze investigative, decideva quindi di confessare le sue responsabilità e si presentava presso gli uffici della Questura insieme al difensore di fiducia il quale lo aveva sollecitato ad ammettere le proprie colpe, raccontare la dinamica degli avvenimenti e le motivazioni della sua condotta.
Il reo confesso ha rappresentato agli investigatori che le ragioni della violenta aggressione erano riconducibili ad uno scatto di rabbia, del quale si era pentito, provocato dal contatto tra i due veicoli e che non sapeva assolutamente che quella persona fosse Don Mario, parroco della Chiesa di Porto San Giorgio.

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