C’è imbrattamento e imbrattamento. Quando il calcio vale di più delle tragedie del mare

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è imbrattamento e imbrattamento. Se gli sfottò calcistici sono riusciti a provocare un vero e proprio terremoto mediatico, con tanto di immediata rimozione della scritta “anti-ascolana” comparsa in via Mare a deturpamento dell’anonimo pannello di un cantiere edile, una scritta di stampo xenofobo apposta sull’opera realizzata da un gruppo di studenti di un istituto superiore cittadino è ancora lì.

L’omaggio a Edward Hopper realizzato al Molo Sud dai ragazzi dello Scientifico che denuncia l’indifferenza nei confronti delle tragedie del mare legate al fenomeno delle migrazioni è ancora, a distanza di quasi una settimana, macchiato dalle scritte: “Stop business immigrazione” e “Prima gli Italiani”. Evidentemente, la denuncia arrivata dalle associazioni degli studenti all’indomani di quell’imbrattamento, non ha turbato abbastanza la sensibilità di chi invece si è affrettato a correre ai ripari quando qualcuno ha voluto leggere in un semplice sfottò calcistico un insulto alle popolazioni terremotate.

Quella miopia, all’epoca, servì a predisporre l’immediata ripulitura di un pannello da cantiere. Il deturpamento di un’opera, con contenuti tra l’altro ben più discutibili, non ha invece fatto emergere con la stessa celerità il medesimo senso civico.

Noi, nel nostro piccolo, vogliamo per lo meno rendere omaggio a quel gruppo di persone che si sono prodigate per abbellire il molo con un’opera di valore forse artistico, certamente sociale, citandoli uno per uno: Alberto Albanesi, Serena Censori, Valerio Cicchi, Giorgia Corradetti, Camille Franceschi, Alessandra Gaspari, Alen Kaza, Arianna Liodori, Milla Mainenti, Alessio Maltezi, Alessia Mariani, Jacopo Massi, Martina Milani, Elisa Oddi, Sara Pierantozzi, Elena Sofia Savini, Francesco Chiarelli, Fabio Compagnoni, Samuele Doria, Lorenzo Tassotti, Aurora Vesperini, Riccardo Aubert e Alessandro Zenobi.



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