Castignano, l’operaio si accascia e non respira più. Il titolare gli salva la vita con il massaggio cardiaco

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CASTIGNANO – Lo ha salvato praticandogli il massaggio cardiaco mentre al telefono, un operatore del 118, dettava i tempi. E’ accaduto a Castignano, nel mobilificio Tomassini dove il titolare dell’attività, Marino Tomassini, ha salvato la vita ad un suo dipendente, un quarantaseienne di origini macedoni, da oltre vent’anni residente nel Piceno. L’uomo ha accusato un malore improvviso e violentissimo. Erano le 15 di mercoledì quando l’uomo, che stava pianificando il lavoro pomeridiano con il titolare dell’attività e un’altra dipendente, si è improvvisamente accasciato a terra ed ha smesso di respirare.

Il titolare, Marino Tomassini, anche lui di 46 anni, ha subito chiamato il 118 segnalando la situazione. Situazione che è subito stata valutata in tutta la sua gravità dall’operatore della centrale operativa che ha predisposto l’intervento dell’ambulanza ma anche capito la necessità di guadagnare tempo mentre il mezzo di emergenza raggiungeva il mobilificio. «Così al telefono mi ha guidato nella manovra di massaggio cardiaco – spiega Tomassini che a ventiquattro ore di distanza dall’episodio, è ancora profondamente scosso – ho cominciato a premere seguendo il ritmo che la persona all’altro capo del telefono mi dava cadenzando il tempo con i numeri».

Dopo i primi secondi di massaggio l’operaio ha iniziato lentamente a rantolare: «Lo faceva ad intervalli di diversi secondi di distanza – spiega Tomassini – l’operatore del 118 mi diceva che ero io che gli stavo riattivando il respiro e abbiamo continuato così per diversi minuti fino a quando è arrivata l’ambulanza con il medico e l’infermiere a bordo». Il massaggio cardiaco, alla fine, è durato quasi un quarto d’ora.

La telefonata al 118 è infatti stata lunga oltre quindici minuti e quasi tutto il dialogo si è svolto mentre Tomassini praticava la manovra di rianimazione sul suo dipendente. «Ancora non riesco a credere a quello che è accaduto – spiega Tomassini – stavamo parlando, io ho messo gli occhi sul monitor del computer per pochi secondi, quando ho rialzato lo sguardo l’ho ritrovato accasciato alle mie spalle». A provocare il malore sarebbe stata un forte scompenso cardiaco. Ora il 46enne si trova in coma farmacologico in Rianimazione ed è tenuto sotto costante monitoraggio. Le sue condizioni sono ancora critiche ma senza quel massaggio cardiaco i soccorritori giunti a bordo dell’ambulanza, si sarebbero quasi certamente trovati di fronte ad una situazione irrecuperabile.


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