Caso Fanesi, il Gip decide di archiviare. Il fratello: “Tanti errori nella ricostruzione dei fatti”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Gip di Vicenza ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura sul ferimento di Luca Fanesi avvenuto due anni fa all’esterno dello stadio Romeo Menti.

L’opposizione dell’avvocato Fabio Anselmo, che difende Fanesi e i suoi familiari, sono state rigettate. Amaro lo sfogo del fratello Massimiliano: “Il decreto di archiviazione – afferma – contiene tanti e tali errori nella ricostruzione dei fatti e degli atti che non ci consente in alcun modo di mettere la parola fine a quanto successo a Gianluca. Le testimonianze di alcuni tifosi vengono travisate dal GIP per affermare che Gianluca non è stato colpito dagli agenti, quando invece i testimoni hanno semplicemente detto che dalla loro posizione non hanno visto o non potevano vedere. E’cosa ben diversa dall’affermare che molti testi “hanno visto” che non è stato colpito”.

“Il GIP – continua Fanesi – sbaglia anche nel leggere le stesse relazioni della DIGOS:troppe volte il GIP afferma che determinati testi non sono nemmeno stati individuati sul posto tramite i filmati e sarebbero quindi inattendibili,mentre invece le stesse indagini della DIGOS li hanno individuati e collocati proprio dove i testi avevano detto di trovarsi. Sbaglia anche e grossolanamente purtroppo-quando afferma che noi avremmo individuato Gianluca nel soggetto che nel video avrebbe le mani alzate:nel nostro atto di opposizione abbiamo scritto proprio il contrario,dando anche un nome a questa persona.Peraltro negli stessi termini della DIGOS che ha compiuto le indagini.
A tacere del fatto che dalle indagini era emerso che Gianluca aveva detto ai sanitari di aver ricevuto una manganellata,circostanza estremamente rilevante che si è scelto di non approfondire senza dare alcuna giustificazione”.

Fanesi contesta anche il fatto che il Gip non abbia disposto alcun accertamento medico e non si sia “confrontato nemmeno con le immagini del volto di Gianluca riprese dai filmati che testimoniano tumefazioni al volto,oltre che la ferita alla testa. È un provvedimento del tutto inidoneo a rendere giustizia di quanto è successo e precorreremo tutte le strade nazionali ed europee affinché a quanto accaduto a mio fratello sia restituita verità e giustizia”.


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