Centinaia sotto la curva per Luca. Il fratello Max: «Ha detto ai medici di essere stato manganellato». VIDEO

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come annunciato nei giorni scorsi i tifosi stanno allestendo un sit-in all’esterno dello stadio Riviera delle Palme. Pochi minuti prima dell’inizio delle comunicazioni sulla vicenda di Luca Fanesi è arrivata anche una troupe de “Le Iene” con Luigi Pelazza.

Il leader della curva della Samb, Giorgio Trionfi, ha annunciato l’esistenza di testimonianze relative al fatto che Luca Fanesi sarebbe stato colpito dai manganelli degli agenti anche una volta caduto a terra. È stato inoltre annunciato che sarà aperto un conto corrente dove ognuno potrà effettuare una donazione che sarà gestito esclusivamente dai familiari del tifoso ferito.

A poca distanza da Trionfi c’è Luigi Pelazza de Le Iene: “Cercheremo di fare chiarezza su quello che è successo quel giorno a Vicenza. La prima cosa da capire sarà relativa all’origine delle fratture, se siano dipese da una caduta o se dal fatto che qualcuno abbia effettivamente picchiato il tifoso. Nei prossimi giorni saremo anche a Vicenza per sentire i tifosi biancorossi presenti durante i fatti”.

Durante il sit-in è intervenuto anche un altro leader della curva, “Cesarone”: “Occorre che i celerini abbiano il numero identificativo sui caschi, come accade in tutta Europa. Soltanto in Italia assistiamo a certe vicende. È ora di finirla”.

Poco dopo le 13.40 è arrivato Massimiliano Fanesi, l’ex calciatore fratello del tifoso ferito a Vicenza. “Luca ha avuto dei periodi di risveglio e lucidità fino a lunedì, poi non ha più ripreso conoscenza – ha dichiarato Fanesi -. Diceva che gli faceva male la testa e a una dottoressa ha detto di essere stato manganellato”.

Fanesi ha confermato il fatto di aver presentato denuncia contro ignoti: “Non so cosa sia accaduto quel giorno, ma noi vogliamo la verità – ribadisce -. La Questura di Vicenza inizialmente aveva parlato di un video in cui si vedeva Luca scivolare, ma di quel filmato non si è poi saputo più niente. Se esiste sarebbe il benvenuto, almeno sapremmo cosa è successo davvero a mio fratello”.


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