Boxer aggredito da un cinghiale, la Lega per l’Abolizione della Caccia: “I cani vanno tenuti al guinzaglio”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Lega per l’Abolizione della Caccia interviene sul caso del boxer gravemente ferito da un cinghiale, alla fine della scorsa settimana, nella zona del Ponterotto a San Benedetto. “Interveniamo su questa vicenda – spiega la responsabile provinciale della Lac Sabrina Simonetti – per non creare panico tra i residenti e per analizzare l’episodio dal punto di vista non antropocentrico, ma oggettivo, ecologico e giuridico. Il mondo non è abitato solo da noi e dai nostri cani, per cui quando usciamo con loro dobbiamo attenerci a delle regole”.

Simonetti, dicendo di essere dispiaciuta per quanto accaduto al cane, ricorda: “La custodia dei nostri amici – afferma – compete ai proprietari che hanno l’obbligo di non esporli a situazioni di rischio per la loro vita e per quella degli altri, umani e non. E’ vietato lasciare liberi i cani nei luoghi pubblici, sia vicini alle strade che in piena campagna è assolutamente vietato lasciare i cani incustoditi e liberi di girare, proprio per il danno che essi arrecano, anche involontariamente, agli animali selvatici”. Citando la legge regionale sulla tutela della fauna selvatica Simonetti spiega: “I cani infatti sono predatori e come tali il loro comportamento arreca disturbo diretto ai selvatici, sia causando forte stress e paura, con inseguimenti o tentativi di cattura, sia provocando ferite da predazioni a volte letali. Questa non è certo una nostra opinione, ma un dato ricavato dagli ingressi nei centri di recupero di animali selvatici (CRAS) nonché il motivo, insieme al rischio di trasmettere malattie ai selvatici, per il quale in alcune aree dei parchi nazionali i cani non possono addirittura entrare”.

“D’altra parte – continua la responsabile provinciale – c’è il rischio opposto a danno dei cani stessi, proprio a causa di incontri con le mamme cinghiale, o di allontanamenti e smarrimenti, specie al seguito dei caprioli.
A queste norme di carattere generale si aggiungono quelle del buon senso: chi può ignorare che in questo periodo sono nate i piccoli degli animali selvatici? Che molti piccoli sono indifesi, ma che le mamme quando è possibile, li difendono in ogni maniera? Molti mammiferi e uccelli hanno la tana o il nido a terra: cosa sarebbe successo se il cane anziché imbattersi in una mamma cinghiale che ha difeso i suoi piccoli, avesse scovato un piccolo di capriolo nascosto tra l’erba oppure dei nidi di uccelli? Allora, ricordiamoci di tenere i cani al guinzaglio specie in questo periodo e nei luoghi dove, come nel caso riportato, sono presenti segni del passaggio di animali selvatici. E teniamo a mente le buone norme da seguire in caso di incontro con un cinghiale”.

Simonetti afferma che il cinghiale “è in realtà schivo e non costituisce un pericolo. Come tutti gli animali selvatici, esso tende sempre a fuggire all’uomo quando si trova nel suo habitat e diventa pericoloso solo se ferito o impossibilitato alla fuga: dunque può attaccare solo per difendersi e non per aggredire. In particolare le femmine con i cuccioli, se avvertono una minaccia per i loro piccoli sono più inclini ad attaccare. Occorre Evitare assolutamente di agitare le mani, lanciare sassi, gridare cercando di scacciarli, far ringhiare il cane contro di loro, perché così facendo ci poniamo immediatamente come una minaccia… e loro si difenderanno sicuramente”.


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