Bimba morta nel rogo, la madre resta in carcere. Lo ha deciso il Gip, la donna si è dichiarata “estranea alle accuse”

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Rimane in carcere la 38enne, di origine bulgara, accusata di aver appiccato in casa a Servigliano l’incendio in cui morì la più grande delle sue due figlie, Jennifer di 6 anni, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi. Lo ha deciso il gip di Fermo Cesare Marziali che ha convalidato la misura eseguita dai carabinieri su disposizione del pm Francesca Perlini, e confermato la custodia nel carcere di Pesaro.

La donna, affiancata dagli avv. Gianmarco Sabbioni ed Emanuele Senesi, non ha risposto alle domande del gip ma ha reso dichiarazioni spontanee per dichiararsi “estranea alle accuse contestate”, cioè incendio doloso e morte come conseguenza di altro delitto.

Quella notte aveva portato in salvo l’altra figlia di 4 anni, raccontando di non essere riuscita a tornare in casa per salvare la più grande. Il suo sguardo, all’entrata e all’uscita dall’aula, si è incrociato con quello del compagno e padre delle bimbe, operaio 41enne, parte offesa: è sembrato un momento di sostegno reciproco.


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