mercoledì 7 Dicembre 2022
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Alluvione, Acquaroli fa un primo bilancio dei danni: “Un miliardo. Ma la stima non è facile”

Il presidente della Regione incontrerà il ministro per la Protezione Civile Sebastiano 'Nello' Musumeci
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ANCONA
Dopo l’alluvione del 15 settembre, che ha devastato il Senigalliese e il Pesarese, causando 12 morti mentre una 56enne è ancora dispersa, le Marche iniziano a tirare le somme sui danni complessivi anche se una stima non è ancora possibile. “Per le risorse necessarie a risistemare tutto – ha detto il presidente della Regione Francesco Acquaroli a margine dell’Assemblea pubblica di Confindustria Ancona a Senigallia – ancora non è facile fare una stima.

Tra gli interventi successivi di somma urgenza, per imprese e famiglie, nelle infrastrutture e quelli per la mitigazione del rischio saranno intorno a un miliardo”. Intanto, ha osservato, occorre realizzare gli “interventi possibili perché quello che è accaduto il 15 settembre, in caso di altre forti precipitazioni a causa dei cambiamenti climatici, possa avere un effetto diverso sul territorio”. Domani, giornata in cui potrebbe arrivare una prima valutazione per quantificare le risorse necessarie, Acquaroli incontrerà il ministro per la Protezione Civile Sebastiano ‘Nello’ Musumeci per un punto sulla situazione post alluvione e sul sisma che “ha toccato in maniera forte le Marche”. Anche per l’eventuale dichiarazione dello stato d’emergenza, chiesto dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci dopo le forti scosse davanti alla costa marchigiana del 9 novembre scorso, per Acquaroli sarà anche l’occasione per una ricognizione anche delle azioni da mettere in campo.

“Ormai un tema acquisito – ha detto ancora Acquaroli – anche nelle interlocuzioni con il governo centrale trovo una disponibilità: il problema sono i tempi delle procedure che vanno cambiati, l’atteggiamento e l’impatto nei confronti di queste tematiche che vanno invertiti, la tempestività può significare evitare danni a persone e cose, la semplificazione deve essere una priorità. L’altro problema che condiziona la situazione è stato che tutto è avvenuto a una settimana dalle elezioni tra un governo uscente e un governo entrante, questo ha rallentato le interlocuzioni ma stiamo cercando di recuperare”.

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