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Adriano Bonaiuti esce dall’ospedale: “Tanta paura, ma ora voglio tornare al lavoro”

"Grazie a tutta l'equipe del Torrette"
Pubblicato il 1 Settembre 2020

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ieri pomeriggio è stato dimesso dopo oltre una settimana di degenza Adriano Bonaiuti, lo sportivo soccorso domenica 23 agosto dopo il violento urto con un’automobile che stava facendo manovra in retromarcia in via San Francesco a Grottammare. L’ex portiere della Samb, componente dello staff di Antonio Conte all’Inter è stato accompagnato con l’eliambulanza al Torrette di Ancona per essere ricoverato al SOD di Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano.
Un grave politrauma della strada, caratterizzato da una lesione da taglio al collo e da una grave perdita di sostanza dei tessuti molli al braccio destro, alcune contusioni multiple agli arti inferiori e superiori e un ematoma al piede sinistro. Fortunatamente non ci sono state gravi lesioni vascolari e nervose e il team dei Chirurghi Plastici diretto dal Prof. Michele Riccio, della AOU Ospedali Riuniti di Ancona, ha provveduto a riparare le lesioni in modo efficace e definitivo, sia a livello degli arti che del collo.
L’atleta è stato dimesso in data 31/08/2020 con una prognosi di 60 giorni.

Bonaiuti, raggiunto telefonicamente riferisce di stare un meglio. Ci ha rilasciato una dichiarazione: “Intendo recuperare quanto prima per poter tornare a lavorare all’Inter. Ammetto di essermi spaventato tanto e, ripensando a quella fatidica mattina, la decisione di prendere la bicicletta servisse per smaltire la sconfitta in Germania, ahimè, l’imprevedibilità della vita va oltre ogni intenzione…
Approfitto per ringraziare l’immediato soccorso avvenuto sin da subito, poi tutta l’equipe di Torrette, per professionalità, la competenza e l’umanità. Ringrazio veramente tutti, dai tifosi agli amici e i parenti per il grande affetto dimostratomi”.

Alle parole di Adriano si aggiungono le parole della moglie Maria Chiara, nota pedagogista della Riviera e titolare del Centro Pedagogico “Pharus”, dei figli Andrea e Nicolò che ringraziano tutti per la vicinanza.

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