Accoltellamento di via Manara, il ventottenne: “Ho fatto una cazzata”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ho fatto una cazzata, ho fatto una cosa che non dovevo fare». Lo ha detto al suo legale, l’avvocato Roberto Stabile, il 28enne in carcere per il tentato omicidio aggravato della madre avvenuto ieri sera a San Benedetto del Tronto. Il giovane ha avuto un colloquio con il legale in attesa dell’udienza di convalida del fermo di polizia disposto nei suoi confronti dalla Procura di Ascoli Piceno.

«L’ho trovato molto provato e confuso – racconta Stabile – mi ha detto che ieri mattina aveva avuto una discussione con la madre, a suo dire perché lei si era accorta che lui non si era comportato bene. Così mi ha detto, ma senza entrare nei particolari del concetto di non essersi comportato bene». Intanto i carabinieri di San Benedetto hanno rinvenuto nell’appartamento il coltello che il 28enne avrebbe usato per colpire ripetutamente la madre: un arnese da cucina lungo 20 centimetri trovato insanguinato e che è stato sequestrato.

Il 28enne ha trascorso una notte agitata nel carcere di Marino durante la quale ha ripetuto ossessivamente la frase «la famiglia non si tocca». Barba e capelli fatti, aspetto ben curato, il giovane non ha saputo ricostruire gli attimi in cui ha colpito la madre. «Ha parlato molto in generale, senza entrare nei particolari del fatto specifico, come se non ricordasse e mi è parso in questo sincero» conclude il legale.

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