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Pistole ai vigili urbani, in Comune si discute sull’armamento: “Le pistole non servono. Ma gli agenti devono potersi difendere”

Riunione sul commissariato di primo livello e sulla possibilità di armare il corpo. Canducci: "Il problema non sono le armi. il problema reale è la carenza di organico"

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. C’erano numerosi esponenti delle forze dell’ordine alla commissione sicurezza convocata nel pomeriggio di oggi per parlare dell’armamento agli agenti della polizia locale ma anche l’appello lanciato nei giorni scorsi dai sindacati di polizia sulla necessità di avere un commissariato di primo livello a San Benedetto in modo da poter contare su un maggior numero di agenti.

Il primo ad intervenire è stato il sindaco Antonio Spazzafumo che ha ricordato come negli ultimi anni l’organico di polizia, nei mesi estivi, sia stato aumentato di dieci unità. “Credo che anche quest’anno dovrebbe verificarsi la stessa situazione – ha affermato – ad ogni modo ho già chiesto un nuovo appuntamento al Prefetto per fare il punto in merito”. Il sindaco ha anche chiesto ai consiglieri di centrodestra di sollecitare la Regione Marche e ha riportato l’esito di un dialogo con il commissariato: “Quello che emerge – ha spiegato – è che i rinforzi che arrivano in estate bastano a gestire la situazione”.

Le dieci unità in più non bastano però secondo Paolo Canducci che ha sottolineato come “sarebbe forse stato il caso di invitare i sindacati di polizia piuttosto che stare qui a parlare di quanto richiede qualcuno che non c’è”.  “C’è da fare di più e non basta appellarsi a chi ha rapporti con la regione. Anche perché in veste di sindaco i rapporti con Ancona ce li ha anche lei”.

Pasqualino Piunti ha sottolineata la necessità di “farsi trovare pronti”. E farlo attraverso una richiesta condivisa di un commissariato di primo livello. “Una richiesta che deve partire dal territorio – ha spiegato Piunti – , prefettura e autorità di pubblica di sicurezza locali che fanno un analisi in comitato. Facendo una valutazione degli indici di criminalità e sulla necessità di compatibilità con le strutture già esistenti. E di una possibile struttura. Poi serve un quadro generale di sostenibilità con gli organici. Poi c è un comitato ad hoc al ministero di valutazione sui nuovi presidi. Nel frattempo dobbiamo muoverci per quella che tecnicamente si chiama aggregazione estiva con l’arrivo di nuovi agenti in un numero se possibile superiore a quello degli anni scorsi”.

Ad intervenire anche Lorenzo Marinangeli che ha sollecitato l’amministrazione ad investire maggiormente sulla telecamere: “La sicurezza – ha spiegato – è anche un atto di tutela nei confronti di chi, in estate, sceglie la nostra località per trascorrere le proprie vacanze”.

La commissione si è poi concentrata sulla polizia locale e sulla possibilità di armarli. Tra gli interventi quello di Luciana Barlocci che ha sottolineato come l’età media degli agenti, a San Benedetto, sia elevata e ponendo dei dubbi sul fatto che in questo momento sia opportuno armare la polizia locale. “Nel caso in cui l’armamento dei vigili vada in porto saranno fatti dei test attitudinali – ha spiegato il sindaco – e non tutti andranno in giro armati”.

Per Canducci il vero problema non sono le armi ai vigili ma è quello di “un organico insufficiente”. “La polizia locale – ha spiegato – ha un altro ruolo e non quello di combattere la criminalità. Ci sono già altre forze dell’ordine armate in giro per San Benedetto. Alla polizia locale abbiamo dato tre anni fa le bici elettriche, oggi  gli diamo la pistola. Chiedere al consiglio comunale di armare la polizia municipale è una scorciatoia. Occorre lavorare per ottenere un commissariato di primo livello”.

Spazzafumo ha sottolineato, in risposta, come l’opportunità di armare la polizia locale sia stata sollecitata da sindacati, dalla Prefettura e dalla Questura. Abbiamo deciso di portarlo in commissione e noi siamo qui a parlarne perché è chiaro che è un argomento che deve essere trattato”.

Contrario alle pistole anche Giorgio De Vecchis: “”I vigili urbani non sono forze armate – ha affermato – e non devono rincorrere i malfattori. Io credo che la presenza di un’arma da fuoco rappresenti un pericolo. Ma qui il problema è un altro: è la difesa dei vigili urbani. E allora sarei disponibile a ragionare sull’utilizzo del taser come strumento di difesa da parte degli agenti. La pistola non è un’arma di difesa, il taser si e potrebbe essere utile e sono disposto a discuterne. Se abbiamo bisogno di chi faccia servizi notturni armato rivolgiamoci alla polizia privata”.

De Vecchis ha anche sottolineato il fatto che questa situazione vada affrontata in consiglio comunale. Concetto rimarcato anche da Pasqualino Piunti che ha sottolineato però come gli agenti di polizia locale si trovino spesso in situazioni in cui è necessario difendersi. “Non dobbiamo dargli una P38, ma nemmeno mandarli in giro con una pistola ad acqua“.

L’appello di Domenico Novelli è invece quello di pensare ad investire sul personale piuttosto che sulle pistole mentre Lorenzo Marinangeli ha invitato ad ascoltare i diretti interessati per rendersi conto di ciò che gli agenti che sono tutto il giorno in strada vivono.

Presente in commissione una delegazione di agenti composta da Giuseppe Brutti, Nazzareno Falaschetti e Stefano Castelli.

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