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La nuova strategia per il Pronto soccorso: “Differenze tra Ascoli e San Benedetto solo in estate”. Ecco i numeri

Sovraffollamento e carenza di personale i due principali problemi. Per il primo arrivano modifiche al trattamento dei codici meno gravi, sia pediatrici che geriatrici
Pubblicato il 18 Gennaio 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Il riordino della funzione di emergenza urgenza del Madonna del Soccorso è stato al centro della presentazione effettuata questa mattina, in ospedale, dalla direttrice generale dell’Ast di Ascoli Nicoletta Natalini. Il punto di partenza è relativo al fatto che le criticità per i Pronto soccorso sono comuni su tutto il territorio nazionale.

Natalini ha spiegato come i problemi dei Pronto soccorso siano legati principalmente a due fattori: la carenza di personale e il sovraffollamento. “Tutte le misure che adotteremo – afferma la direttrice generale dell’azienda sanitaria – saranno monitorate, valutate ed eventualmente corrette”.

La situazione

Antonio Spazzafumo e Andrea Assenti alla presentazione della dottoressa Natalini

Natalini ha fornito i dati relativi ai due ospedali e, in particolar modo, al Madonna del Soccorso di San Benedetto riferendosi all’emergenza e urgenza ospedaliere. Significa che il servizio delle ambulanze non rientra in questo discorso e non è oggetto di alcun tipo di azione o modifica.

Come detto i principali problemi sono legati a carenza di personale e sovraffollamento. “Per quanto riguarda la carenza di personale – ha spiegato – dal 2018 al 2023 sono state fatte quattordici procedure di assunzione. Di queste 7 sono avvisi a tempo determinato, sei sono avvisi per contratto libero professionale. Quindi c’è un concorso a tempo indeterminato che è quello che ho bandito io”.

E’ stato pubblicato il 29 settembre ed è per dieci posti. “Giovedì ci sarà l’estrazione della commissione di concorso. Le domande sono arrivate a novembre e sono undici. Se siamo fortunati e si presentano tutti li potremmo prendere tutti e sarebbe veramente una buona cosa”.

Dalle prime tredici procedure c’erano in tutto 37 candidati. Ne sono stati assunti ventotto e di questi 19 sono stati destinati al Pronto soccorso di San Benedetto. “L’attenzione c’è stata – sottolinea Natalini – seppure con poche risorse. Purtroppo quelli che se ne sono andati dal pronto soccorso di San Benedetto sono tanti. Dal 2018 ad oggi sono stati 24. Quindi ci sono attualmente 8 dirigenti medici e da un direttore”.

Le cooperative e i costi

La conseguenza, a quanto afferma la direttrice, è stata il ricorso alle cooperative. Con costi importanti. Nel 2023 sono stati spesi circa 660mila euro. “Sono soldi – sottolinea Natalini – che avremmo comunque speso in stipendi per i medici, se li avessimo trovati”.

Nel corso dell’anno i costi sono cresciuti. Nei primi del 2023 la spesa mensile oscillava tra i 40 e i 50 mila euro poi le cifre sono salite fino ad arrivare ai 68 mila euro che hanno interessato l’ultimo trimestre. “Rispetto ai primi mesi dell’anno è stata ampliata la funzione di quei medici. Adesso per gara d’appalto posso assistere anche i codici rossi mentre nella prima parte dell’anno no”.

Il sovraffollamento

“Dove possiamo fare la differenza è sulla gestione dei percorsi all’interno dell’ospedale”. Lo afferma la direttrice Nataliani riferendosi ai problemi di sovraffollamento.

“Il pronto soccorso è la porta di ingresso per l’intero ospedale – afferma – e quello che dobbiamo fare è cercare di ridurre il numero di presenze in quel reparto e fare in modo che i medici siano sempre più rivolti alla gestione dei pazienti gravi e cercare di far gestire i codici minori o delle categorie particolari di pazienti in modo diverso”.

I Numeri del Pronto Soccorso

Interessante il dato che riguarda gli accessi al Pronto Soccorso forniti dall’Ast di Ascoli. Nel corso di tutto il 2023 sono stati 34.619 a San Benedetto contro i 30.215 di Ascoli. Le differenze sostanziali tra i due ospedali si notano nel periodo estivo. Per fare un esempio ad agosto gli accessi sono stati 3.795 a San Benedetto e 2.689 ad Ascoli.

Gli altri mesi dell’anno vedono il Madonna del Soccorso e il Mazzoni viaggiare con differenze molto inferiori. L’ospedale rivierasco fa comunque registrare sempre un maggior numero di accessi ma, ad esempio, nel mese di gennaio dello scorso anno sono stati 174 in più. Una media di meno di sei pazienti al giorno di differenza.

“E’ evidente – ha spiegato – che si deve ragionare su una organizzazione diversa nei mesi invernali e nei mesi estivi. Quelli estivi vanno potenziati. Non dobbiamo organizzarci tutto l’anno come se fosse estate perché il bisogno degli altri mesi dell’anno è nettamente inferiore e dobbiamo fare quello che è sempre stato fatto anche se con grandi difficoltà”.

Stesso discorso per le fasce orarie. L’analisi degli accessi spiegano infatti che il picco arriva, in media, intorno alle 10 del mattino mentre in orario notturno gli accessi sono molto pochi. “Non deve esserci la stessa organizzazione in tutte le ore del giorno. Da mezzanotte alle 6 del mattino gli accessi sono molto pochi. Iniziano ad aumentare alle 8 per poi arrivare al numero massimo intorno alle 10 e poi vanno lentamente in calo. Un andamento uguale sia d’estate che di inverno”.

I Codici

A fare la differenza sono anche i codici. Nel 2023, al pronto soccorso di San Benedetto, i verdi sono stati 13.660, gli azzurri 12.640. Gli arancioni 7.026 e i rossi 900. “Come media giornaliera del pronto soccorso di San Benedetto entrano circa 94 pazienti al giorno con una notevole differenza tra estate e inverno”.

Natalini analizza anche la fascia di età delle persone che entrano per codici non gravi. Nel 2023, complessivamente, sono stati oltre 26mila. Di questi più di tremila sono bambini e ragazzini fino a 14 anni. Circa 9000 dai 65 anni in su con oltre 5500 di età superiore ai 75 anni.

“Per la prima categoria abbiamo la pediatria, per la seconda la geriatria – sottolinea Natalini -. Vale a dire che abbiamo degli specialisti che si occupano di questa fascia della popolazione. Se si guardano i dati sugli accessi sono nuemri davvero molto importanti e per questo abbiamo deciso di lavorare sui percorsi”.

I Percorsi

Tra le soluzioni che saranno messe in campo c’è quindi una revisione dei percorsi che prevede un passaggio diretto ai reparti di riferimento per i codici meno gravi. Sono i “fast track” che riguardano l’area geriatrica e pediatrica.

Questo significa, nello specifico, che per gli over 75 con codice verde o azzurro del triage del Pronto soccorso negli orari tra le 8 e le 16 vengono portati direttamente nel reparto di Geriatria.

Il fast track pediatrico prevede invece che i ragazzi fino a quattordici anni con tutti i codici esclusi quelli rossi e arancioni, dopo il passaggio del triage vengano portati direttamente in Pediatria.

E’ inoltre prevista l’attivazione dell’infermiere a domicilio, direttamente al Pronto soccorso, anche il sabato e la domenica. “Questo – afferma la direttrice – al fine di poter servire a domicilio qualche paziente che per motivi prevalentemente sociali o per fare delle prestazioni assistenziali verrebbe tenuto in ospedale. Parliamo di infermieri che su prescrizione medica possono fare somministrazione di farmaci come anche antibiotici ad uso ospedaliero. Possono fare medicazioni e controllare o mettere cateteri”.

Così come è prevista una consulenza urologica all’interno dell’ospedale per portare meno disagi al paziente e diminuire i trasferimenti verso Ascoli.

 

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