Fnaarc e Confcommercio: “Lasciati soli durante la pandemia”

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Gli agenti e i rappresentanti di commercio stanno vivendo una situazione di crisi, senza alcun aiuto da parte delle istituzioni, e il bisogno di azioni per rilanciare il settore è sempre più urgente. Ogni anno gli agenti e i rappresentanti di commercio percorrono mediamente 60 mila chilometri, trascorrendo oltre 40 giorni in automobile. In Italia, rispetto all’Europa, questo settore è costretto a sostenere elevati costi per il carburante e a percorrere strade di difficile percorrenza, pagando più tasse rispetto ai colleghi europei. Fnaarc, il primo sindacato italiano della categoria, e Confcommercio, insieme nella coalizione Enasarco del futuro in corsa per le imminenti elezioni Enasarco, lanciano oggi un appello alle istituzioni sul tema della mobilità degli agenti di commercio, nodo cruciale per la categoria e per il sostegno che gli agenti di commercio possono dare alla ripresa delle attività commerciali nel Paese.

“Il manifesto per una Nuova mobilità degli agenti di commercio – illustra Tullio Luciani, presidente della FNAARC Picena – individua 5 priorità di intervento per sostenere l’attività degli agenti e con essa la ripresa delle attività commerciali nel Paese: rimborsi autostradali, per equiparare i diritti a quelli in vigore per treni e aerei; limiti di velocità e autovelox, per intervenire su limiti irrealistici e “trappole autovelox”; deducibilità costi auto, per aggiornare le soglie di deducibilità ferme ai tempi della lira; mobilità green, per incentivare la categoria a essere protagonista del Green new deal; accesso ai centri urbani e permessi di sosta, per equiparare i diritti degli Agenti a quelli di altre categorie della filiera del commercio.”

“Nel corso della pandemia, a differenza di altre categorie, gli agenti e i rappresentati di commercio sono stati lasciati soli. – prosegue Tullio Luciani – Per rilanciare il settore in questa fase di profonda crisi, chiediamo risposte concrete alle istituzioni, anche sulla mobilità, per ridurre i numerosi limiti, alcuni al limite della vessazione, che affliggono la categoria”.


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